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Costituzione in giudizio del Comune: respinte le accuse di conflitto d’interessi

Costituzione in giudizio del Comune: respinte le accuse di conflitto d'interessi

L'Amministrazione risponde alle affermazioni del consigliere comunale Marcello Scurria, chiarendo che l'atto della Giunta tutela l'interesse istituzionale dell'Ente e non posizioni personali.

Le affermazioni rese dal consigliere comunale Marcello Scurria nel corso di una conferenza stampa, secondo cui il Comune non avrebbe dovuto costituirsi nel giudizio elettorale e la decisione della Giunta sarebbe stata assunta a tutela delle posizioni personali del Sindaco e dei componenti della Giunta, sono state definite prive di fondamento e riconducibili a una personale interpretazione dei fatti. Secondo la ricostruzione ufficiale, la deliberazione contestata trae origine da un ricorso elettorale che chiede l'annullamento della proclamazione del Sindaco eletto e degli atti di ammissione delle liste collegate, con conseguenze potenzialmente estese all'intero risultato delle elezioni comunali del 24 e 25 maggio 2026. La costituzione in giudizio del Comune non rappresenta una scelta discrezionale di carattere politico o una tutela personale degli amministratori, ma risulta funzionale alla difesa dell'interesse istituzionale dell'Ente, chiamato a sostenere la regolarità del procedimento elettorale e la legittimità degli atti dai quali discende l'attuale assetto degli organi comunali. L'interesse del Comune alla tutela della propria posizione processuale non coincide con l'interesse personale dei singoli amministratori alla conservazione della carica, trattandosi di un effetto riflesso della controversia che non configura automaticamente un conflitto di interessi. Inoltre, in merito ai rilievi sulla sottoscrizione della procura alle liti da parte del Sindaco, viene evidenziata la distinzione tra la deliberazione della Giunta, che autorizza la lite ai sensi dell'art. 59, comma 1, dello Statuto del Comune di Messina, e la procura alle liti conferita al difensore. L'Amministrazione ha ribadito che il Sindaco, per massima trasparenza, non ha partecipato alla decisione sostanziale di costituirsi, e che la legittimità della delibera sarà valutata nelle sedi competenti, distinguendo la presentazione di fatti alla Procura della Repubblica dalla loro pubblica presentazione come condotte già accertate.