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Messina, inaugurato il nuovo Centro per la Giustizia Riparativa a Palazzo Zanca

Messina, inaugurato il nuovo Centro per la Giustizia Riparativa a Palazzo Zanca
Messina, inaugurato il nuovo Centro per la Giustizia Riparativa a Palazzo Zanca

Presentato il presidio territoriale promosso dal Comune con Spondé ETS e Università di Messina per una giustizia incentrata sulle persone e sulle relazioni.

Nasce a Messina il Centro per la Giustizia Riparativa del Distretto di Corte d’Appello. La nuova realtà è stata presentata nel corso del convegno intitolato “Il Centro per la Giustizia Riparativa del Comune di Messina: istituzione, funzioni e prospettive”, che si è tenuto nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, con la partecipazione delle autorità istituzionali del territorio, tra cui il Prefetto di Messina, Cosima Di Stani. Il presidio è frutto della collaborazione tra il Comune di Messina e l’Associazione Spondé ETS, gestito in amministrazione condivisa tra i due enti. L'iniziativa costruisce una rete tra istituzioni, magistratura, avvocatura, servizi sociali, Università di Messina, mediatori e comunità, con l'obiettivo di promuovere percorsi di giustizia incentrati sulla persona, sul danno e sulle relazioni. Nel corso dell'incontro sono intervenuti numerosi rappresentanti istituzionali e del mondo accademico e giudiziario. Il sindaco Federico Basile ha dichiarato: “È una giornata importante che attesta l’impegno per la giustizia nella forma della giustizia riparativa. La vera giustizia è anche questa: non dimenticare il reato, ma avere il coraggio di guardarlo in faccia e affrontarlo, dando alla persona la possibilità di tornare a essere parte della comunità. Ringrazio tutti i professionisti e tutte le realtà che rendono possibile questo percorso”. Per la presidente della Corte d’Appello di Messina, Concetta Maiore, “si tratta di una tematica interessante e complexa, che ci riporta alla funzione rieducativa della pena. Oggi la giustizia riparativa non è più una lettera morta: attraverso il percorso delineato dalla riforma Cartabia si realizza una possibilità concreta di ricucitura tra autore del reato, vittima e comunità”. La procuratrice aggiunta Assunta Musella ha evidenziato “l’importanza di poter partecipare a un confronto che pone al centro il profilo della giustizia riparativa e le sue possibili applicazioni”, richiamando l'attenzione su situazioni delicate come i procedimenti per i Codici Rossi. La presidente del Tribunale di Messina, Olga Tarzia, ha sottolineato che “la riforma della giustizia penale ha dato nuovo rilievo a una prospettiva che già esisteva e che aveva dimostrato di poter produrre risultati importanti tanto per la vittima quanto per l’autore del reato”. Maria Francesca Pricoco, presidente del Tribunale per i Minorenni di Messina, ha evidenziato come nel processo minorile la giustizia riparativa rappresenti “un’opportunità di cambiamento e di crescita, capace di aiutare i ragazzi a vivere le relazioni in maniera più consapevole e costruttiva”. La rettrice dell'Università di Messina, Giovanna Spatari, ha ricordato il ruolo dell'Ateneo nella strutturazione del percorso formativo e nella preparazione dei mediatori, annunciando l'avvio di un master specifico e di un nuovo percorso di selezione. Francesca Arrigo, presidente del Tribunale di Sorveglianza di Messina, ha evidenziato che il Centro “può svolgere un ruolo importante nel sollecitare questa riflessione” nell'esecuzione della pena. Gabriella Di Franco, dirigente dell’UIEPE di Palermo, ha definito l’iniziativa “un’occasione importante che mette insieme tutti gli operatori della giustizia attorno a una causa comune”. Il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Messina, Paolo Vermiglio, ha affermato che “la comunità forense, con le risposte tradizionali, non sempre riesce a dare risposte adeguate” e che l'avvocatura è pronta a fare la propria parte. Giuseppe Ciulla, presidente dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Regione Siciliana, ha rimarcato che “la giustizia riparativa si fonda sul senso di comunità”. L'assessora alle Politiche sociali Alessandra Calafiore ha concluso: “Abbiamo fortemente voluto che Messina si dotasse di un Centro per la Giustizia Riparativa perché crediamo nel valore di una giustizia capace di guardare alla persona, alle sue fragilità e alle relazioni che un reato può spezzare”.

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