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Coltello da cucina nello zaino a 6 anni: allarme in una scuola primaria nel Leccese

- 25/09/2026

L’arma, lunga 13 centimetri, è stata scoperta da un’insegnante dopo la segnalazione di un compagno. Indagano i carabinieri e la Procura per i minorenni.

TREPUZZI (LECCE) – Un coltello da cucina lungo 13 centimetri nascosto tra i quaderni e l’astuccio, nello zainetto di un bambino di appena sei anni. È accaduto in una scuola primaria di Trepuzzi, in provincia di Lecce, dove una normale mattinata di lezione si è trasformata in un caso delicato che ora coinvolge forze dell’ordine e servizi sociali.

A fare la scoperta, evitando qualsiasi possibile conseguenza, è stata un’insegnante dell’istituto. La maestra è intervenuta in modo tempestivo dopo aver ricevuto la confidenza da parte di un compagno di classe del piccolo. Fortunatamente, il bambino non aveva né usato né mostrato l’arma agli altri alunni, disinnescando sul nascere ogni pericolo concreto all’interno dell’aula.

La macchina della sicurezza scolastica si è mossa con prontezza. La docente ha allertato la dirigente, che a sua volta ha richiesto l’intervento dei carabinieri e convocato d’urgenza i genitori dell’alunno, che frequenta la seconda elementare. Data la delicatezza dell’episodio e l’età del protagonista, sono stati immediatamente attivati i servizi sociali del territorio, mentre il fascicolo è già sul tavolo della Procura per i minorenni di Lecce, che coordina le indagini.

Il nodo centrale dell’inchiesta, ora, è ricostruire la genesi del gesto. Come è finito un coltello da cucina in una cartella scolastica sfuggendo al controllo degli adulti? E, soprattutto, perché un bambino così piccolo ha deciso di portarlo con sé in classe?

Al momento, gli investigatori stanno vagliando diverse ipotesi per dare un contesto alla vicenda. Tra le piste più accreditate c’è quella di una possibile istigazione: il piccolo potrebbe essere stato spinto da un altro compagno a portare l’arma a scuola, forse come strascico di un precedente litigio avvenuto con altri alunni. Le indagini proseguono nel massimo riserbo per tutelare i minori coinvolti e fare piena luce su un episodio che ha scosso l’intera comunità scolastica salentina.