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Comune di Messina, scontro totale con i sindacati: depositata l’opposizione al Tribunale del Lavoro

- 05/08/2026
Comune di Messina

La vertenza a Palazzo Zanca si sposta nelle aule di giustizia: il sindacato CSA ha impugnato il decreto del giudice, mentre si attende il 19 agosto per il ricorso della FP CGIL. Sullo sfondo, tensioni sul piano del fabbisogno, carriere bloccate e salari accessori non pagati.

La rottura tra le parti sociali e l’amministrazione comunale di Messina ha ormai imboccato con decisione la via giudiziaria. La giornata odierna segna infatti uno snodo cruciale nell’innalzamento della tensione: il sindacato CSA Regioni Autonomie Locali ha ufficialmente depositato l’opposizione al decreto del Giudice del Lavoro, iscritta al ruolo generale con il numero 4158/2026. Un’offensiva legale che si affianca all’iniziativa della FP CGIL, il cui ricorso per condotta antisindacale (ex art. 28) andrà in discussione nella vicina udienza del 19 agosto.

L’escalation in tribunale rappresenta il culmine di una conflittualità che si è manifestata in tutta la sua asprezza durante il recente incontro del 3 agosto. Sul tavolo vi era l’approfondimento della Sezione 3.3 sul “Fabbisogno del Personale” all’interno del PIAO 2026/2028. In quell’occasione, davanti al Direttore Generale Rossana Carrubba e ai dirigenti comunali, le organizzazioni sindacali hanno scoperto solo al termine della riunione che il piano era già stato inviato ai Revisori dei Conti, risultando di fatto blindato e immodificabile. Una dinamica che le sigle hanno bollato come incomprensibile e lesiva del principio di buona fede nelle relazioni sindacali.

Al centro della bufera gestionale c’è quella che i rappresentanti dei lavoratori definiscono una gravissima distorsione organizzativa, una “piramide rovesciata” che rischia di paralizzare la macchina amministrativa. L’Ente vanta infatti 439 Funzionari e 539 Istruttori, ma sconta una carenza drammatica alla base operativa, potendo contare su appena 170 Operatori Esperti e soli 78 Operatori. Nonostante questa criticità, l’amministrazione ha respinto le richieste di procedere a nuove assunzioni esterne per tali profili e ha bocciato la proposta di finanziare le progressioni verticali utilizzando le risorse residue dello 0,55% del monte salari 2018.

A rendere il quadro ancora più teso, è emerso che il Direttore Generale, nella sua veste di Dirigente del Personale, ha ammesso di aver appreso solo durante il tavolo sindacale dell’avvenuta pubblicazione dei bandi per le progressioni verticali avviate nel 2025, riservandosi un confronto politico prima di agire.

Come se le tensioni organizzative non bastassero, a esacerbare gli animi si aggiunge la questione economica. L’amministrazione ha infatti disatteso gli impegni assunti, mancando la scadenza del 31 luglio per il pagamento del salario accessorio, bloccando di fatto l’erogazione di indennità di disagio, responsabilità e produttività per tutti i dipendenti.

FP CGIL e CSA, pur garantendo la loro partecipazione ai futuri tavoli per senso di responsabilità, hanno tracciato una linea rossa invalicabile. Oltre a pretendere un regolamento sui criteri di mobilità interna, i sindacati avvertono che non faranno “sconti” a nessuno: la tutela dei diritti dei dipendenti passerà dal rispetto ferreo delle regole contrattuali o, in caso contrario, dalle aule di tribunale in cui si sta già giocando una partita decisiva per il futuro del Comune.