“Abbiamo appreso che secondo la V.i.d.r. srl, la ditta edile di Catenanuova (En) che sta eseguendo i lavori di manutenzione straordinaria presso la stazione centrale di Messina per conto di Rfi, società del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, la nostra fondata, documentata ed incontrovertibile denuncia pubblica relativa al grave malore occorso qualche giorno fa, a causa del caldo estremo, ad un lavoratore della medesima azienda, sarebbe il frutto della nostra fantasia. Si tratta di una valutazione gravissima che offende e dileggia la coerente azione sindacale che, quotidianamente, portiamo avanti con serietà e coerenza. Inoltre, come se non bastasse, la V.i.d.r. srl, in un discutibile e contraddittorio crescendo narrativo, afferma, con enfasi, che la diagnosi del malore del lavoratore, che quindi viene a denti stretti ammesso, era di “lipotimia da calore”. Come se con la diagnosi di “lipotimia da calore” sembrerebbe incredibilmente azzerarsi qualsiasi connessione con le proibitive condizioni meteorologiche che stanno facendo soffrire pesantemente l’Italia intera, ma evidentemente non la V.i.d.r. srl. Intanto, a scanso di equivoci facciamo presente alla V.i.d.r. che, secondo la Treccani, la “lipotimia da calore” è “una sensazione improvvisa di debolezza con l’impressione di svenire a breve, ma senza una completa perdita di coscienza. Si verifica quando l’ambiente è molto caldo o dopo uno sforzo fisico intenso. È causata da un calo della pressione sanguigna”. Pertanto, al netto delle stucchevoli affermazioni, quanto avvenuto rappresenta un problema serio che ha interessato la sicurezza e l’incolumità fisica di un prezioso lavoratore che va sempre tutelato e salvaguardato” lo hanno dichiarato Ivan Tripodi, segretario generale Uil Messina, e Pasquale De Vardo, segretario generale Feneal Uil Sicilia.
“La vicenda non si può archiviare poiché la sicurezza nei luoghi di lavoro si misura nella capacità di osservare scrupolosamente le leggi, rispettare le norme e prevenire eventi che mettano a rischio l’incolumità e la salute delle persone, nonché nell’indispensabile ausilio del buon senso e della sensibilità umana che, però, sono merce rarissima. In queste giornate infernali continuiamo a ricevere segnalazioni da parte di lavoratori edili che descrivono condizioni organizzative e ambientali meritevoli della massima attenzione: criticità igienico-sanitarie nei luoghi di lavoro, ritmi produttivi particolarmente intensi, un ricorso frequente allo straordinario, prestazioni richieste anche le notti, il sabato e nei giorni festivi che comportano violazioni macroscopiche del Ccnl che prevede al massimo 48 ore lavorative settimanali. Ecco perché le dichiarazioni rese dalla V.i.d.r. srl lasciano sinceramente basiti. Per questo ribadiamo la necessità di avere controlli permanenti, un monitoraggio costante delle condizioni di lavoro e una verifica complessiva dell’organizzazione dei cantieri. Per noi il principio resta uno solo: nessun profitto può valere più della vita e della salute di chi ogni giorno sale su un ponteggio, entra in un cantiere o lavora sotto il sole cocente. Quando un lavoratore finisce in ospedale, il problema non è l’immagine dell’azienda, ma comprendere perché sia accaduto e fare tutto il possibile affinché non accada mai più. E’ un concetto che, secondo noi, anche Rfi, società del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, dovrà con chiarezza trasmettere ai suoi fornitori” hanno così concluso Ivan Tripodi e Pasquale De Vardo.




