Contestato l’aumento degli organismi da sei a otto e il numero dei componenti. L’opposizione proponeva commissioni più snelle e due organismi temporanei dedicati all’Area dello Stretto e al decentramento
MESSINA – È scontro politico sulla nuova organizzazione delle commissioni permanenti del Consiglio comunale. Il gruppo “Marcello Scurria Sindaco” contesta duramente la scelta di aumentare da sei a otto il numero degli organismi consiliari e di prevedere commissioni composte da 23 o 25 consiglieri.
Secondo il gruppo di opposizione, la decisione sarebbe distante dalle aspettative dei cittadini e andrebbe nella direzione opposta rispetto alla necessità, più volte dichiarata dalla politica, di contenere i costi istituzionali.
Nel comunicato diffuso alla stampa, i consiglieri parlano di commissioni «monstre» e accusano la maggioranza di avere respinto ogni proposta di riduzione delle spese senza fornire, a loro giudizio, motivazioni convincenti.
Al centro della polemica c’è soprattutto il costo dei gettoni di presenza. Il gruppo stima una spesa di circa 100 mila euro al mese per le riunioni delle commissioni, alla quale devono aggiungersi i costi delle sedute del Consiglio comunale. Una cifra che, secondo l’opposizione, non sarebbe accompagnata da un concreto miglioramento dell’efficienza dell’attività consiliare.
«Le commissioni sono state trasformate in una sorta di gettonificio», sostiene il gruppo Scurria, che denuncia il rischio di una moltiplicazione delle riunioni e degli incarichi finalizzata più alla produzione di gettoni di presenza che all’approfondimento dei provvedimenti amministrativi.
Una gestione che, sempre secondo l’opposizione, contribuirebbe ad aumentare la distanza tra cittadini e istituzioni, alimentando la sfiducia nei confronti della politica e il crescente astensionismo elettorale.
Nel corso del confronto consiliare, il gruppo aveva proposto di limitare a dieci il numero dei componenti di ciascuna commissione, assicurando comunque la rappresentanza di tutte le forze politiche presenti a Palazzo Zanca. La riduzione avrebbe dovuto garantire organismi più snelli e, contemporaneamente, contenere la spesa.
Era stata avanzata anche la proposta di istituire due commissioni temporanee, della durata di sei mesi, dedicate rispettivamente alla realizzazione dell’Area integrata dello Stretto e al tema del decentramento amministrativo.
Entrambe le iniziative, riferisce il gruppo, sono state respinte dalla maggioranza.
L’opposizione annuncia adesso un cambio di strategia e assicura che continuerà a sollecitare un modello organizzativo ritenuto più sobrio e funzionale. «Ieri abbiamo iniziato a indicare una strada diversa – si legge nel documento –. Cambiare l’approccio dell’opposizione richiede tempo, ma il percorso è iniziato».
La battaglia politica sulle commissioni, dunque, è destinata a proseguire. Sul tavolo restano il numero dei componenti, la frequenza delle sedute e soprattutto il rapporto tra i costi sostenuti dall’amministrazione comunale e l’effettiva produttività degli organismi consiliari.





