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Caos imbarchi a Messina: la farsa della viabilità, agenti allo sbaraglio e un Sindaco “commissariato”

- 07/07/2026

Il Sindaco resta a guardare. Dopo l’ultimo incontro con i sindacati che doveva risolvere la questione della progressione economica, la dimostrazione della sua impossibilità di incidere, della non rilevanza e, quindi del suo scarso peso politico rispetto ai diktat inappellabili della segretaria generale tracciano il ritratto di un primo cittadino nei fatti commissariato.

Il primo vero pomeriggio di esodo estivo è bastato per far crollare il castello di carte della viabilità messinese. Ieri, il Viale della Libertà si è trasformato in una trappola di lamiere, inghiottito da un’ondata prevedibilissima di vacanzieri e mezzi pesanti diretti agli imbarchi. Di fronte a questo scenario, l’organizzazione della Polizia Municipale ha mostrato tutta la sua fragilità, mandando in scena un copione a tratti grottesco.

A presidiare un’arteria letteralmente al collasso, il Comando ha ritenuto sufficiente schierare inizialmente due soli agenti “anziani”, che pur facendo il possibile hanno dovuto fare i conti con una situazione insostenibile. Quando la circolazione è degenerata, si è dovuti ricorrere alla toppa: sguarnire altre zone della città, richiamando d’urgenza pattuglie impegnate altrove per tentare di arginare il blocco nell’area portuale. Sono giunti quindi un agente di esperienza con 6 unità “giovani”.

Il disastro di ieri riaccende prepotentemente i riflettori su una gestione strategica che definire miope è un eufemismo. La scelta di concentrare le risorse per blindare Corso Cavour e via Cesare Battisti, lasciando scoperti i veri punti nevralgici della città, solleva interrogativi pesanti. Qual è il reale orientamento del Corpo di Polizia Municipale? L’obiettivo è forse quello di mantenere sgombre esclusivamente le “vie di rappresentanza”, i salotti buoni dove passano i politici, permettendo che il resto di Messina anneghi nel traffico e nello smog?

La gestione del personale assume i contorni di una farsa. I nuovi assunti necessitano di un tutoraggio immediato sulle strade, ma prende quota una voce allarmante: parte di queste nuove forze potrebbe finire presto a scaldare le sedie di qualche ufficio, sottratta proprio a quei servizi di viabilità che gridano emergenza. Di certo saranno quattro le unità che andranno all’Infortunistica, mentre ben 10 unità andranno all’Annona. Ma perché solo 4 ad una delle sezioni più delicate e determinanti visti gli ultimi tragici avvenimenti a seguito di gravissimi incidenti stradali?

E mentre si contano le unità col bilancino, spuntano indiscrezioni imbarazzanti sui grandi eventi: voci di corridoio riferiscono che molti agenti in servizio durante i recenti concerti abbiano sforato l’orario consentito, ritrovandosi nel concreto ad accettare di lavorare gratis. Perché si tollera, o peggio si incoraggia, una simile stortura?

Sullo sfondo di questa disorganizzazione cronica esplode il braccio di ferro con la segretaria generale nonché direttore generale, Rossana Carrubba. Perché incaponirsi nel negare diritti già sanciti da un regolamento approvato? Questo Corpo è destinato a diventare un asse cruciale se i cantieri del Ponte sullo Stretto verranno davvero aperti. Tirare la corda significa spingere la categoria verso l’unica via d’uscita possibile: uno sciopero che, nel pieno del periodo estivo, questa amministrazione non può in alcun modo permettersi.

E in tutto questo, il Sindaco resta a guardare. La sua insipienza, la non rilevanza e lo scarso peso politico rispetto ai diktat inappellabili della segretaria generale tracciano il ritratto di un primo cittadino nei fatti commissariato. Un aspetto allarmante e non certo edificante per una città lasciata in ostaggio del caos.