
Il cerchio si è chiuso in meno di quarantotto ore. C’è una svolta decisiva nelle indagini sull’omicidio di Giuseppe Florio, il 66enne di Giardini Naxos il cui corpo era stato ritrovato domenica scorsa nelle campagne di Mitogio, a Castiglione di Sicilia, avvolto in un lenzuolo e nascosto dentro sacchi di plastica.Le Procure di Messina e Catania, in un’azione congiunta e serrata con i Carabinieri, hanno eseguito i fermi nei confronti di tre persone, individuando la scena del crimine in un alloggio popolare della frazione taorminese di Trappitello.
I profili degli indagati
Al centro dell’inchiesta c’è la coppia che occupava l’abitazione in cui, secondo la ricostruzione degli inquirenti, si è consumato il delitto. A loro carico pendono le accuse di omicidio e soppressione di cadavere:Giuseppa Carmela Bianchino, 50 anni, residente a Taormina.Gaetano Urfalino, 39 anni, originario di Palagonia (CT), con precedenti penali alle spalle.A loro si aggiunge una terza figura:Stefania Bergamasco, 53enne originaria di Sesto San Giovanni (MI). La donna si trovava nell’appartamento di Trappitello in qualità di ospite della coppia ed è attualmente indagata per il reato di soppressione di cadavere.
Le indagini: telecamere e accertamenti scientifici
La scoperta del corpo nel catanese aveva inizialmente aperto vari interrogativi, ma la pista investigativa ha subito puntato sulla sfera privata di Florio. I militari dell’Arma hanno rapidamente concentrato l’attenzione sull’appartamento di Trappitello che la vittima era solita frequentare.L’analisi certosina delle immagini di videosorveglianza della zona, incrociata con le testimonianze raccolte e i sopralluoghi tecnico-scientifici condotti sul posto anche con il supporto dei RIS, ha permesso di ricostruire il macabro percorso del corpo: Florio sarebbe stato assassinato nell’alloggio popolare taorminese per poi essere trasportato e abbandonato nella campagna limitrofa. I tre fermati si trovano ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria in attesa della convalida del provvedimento.



