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Catania, l’incubo finisce due volte: cancellati 80mila euro di debiti alla donna vittima di violenza

- 02/02/2026
toga tribunale
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CATANIA — Liberarsi dal carnefice è il primo passo, liberarsi dai debiti che lui ha creato è quello decisivo per ricominciare a vivere. È una sentenza che pesa come un macigno, in senso positivo, quella emessa dal giudice Roberto Cordio del Tribunale di Catania: una donna, già vittima di maltrattamenti e ospite di una casa rifugio, si è vista cancellare un passivo di quasi 80mila euro.

Una “zavorra” economica contratta in gran parte dall’ex marito, l’uomo che l’aveva perseguitata, e che ora la legge spazza via grazie alle nuove norme del Codice della Crisi d’Impresa. Il magistrato ha accolto la proposta presentata dalla donna — difesa dall’avvocato Salvatore Sangiorgio con il supporto dell’avvocato Innocenzo Grimaldi dell’Organismo di composizione della crisi “I diritti del debitore” — riconoscendone la condizione di «incapienza». Con un reddito di appena 700 euro mensili, la signora non avrebbe mai potuto onorare quel debito monstre.

Nella sentenza, il giudice definisce la donna «meritevole» dell’esdebitazione. In termini pratici, significa la cancellazione totale del debito (“esdebitazione del sovraindebitato incapiente”), con un’unica clausola: se nei prossimi tre anni dovessero arrivare entrate significative, la donna sarà tenuta a pagare il 10% del dovuto. In caso contrario, sarà definitivamente libera.

«Nel caso di specie, la donna era stata vittima di violenze familiari e molti dei debiti erano stati contratti con l’ex coniuge», spiega l’avvocato Innocenzo Grimaldi, sottolineando la portata non solo giuridica ma umana del verdetto. Le procedure di sovraindebitamento, ancora poco conosciute, si confermano uno strumento di welfare giudiziario fondamentale per chi cade in disgrazia per cause non imputabili a colpe proprie, come la perdita del lavoro, la ludopatia o, come in questo caso, la violenza domestica.

«L’esdebitazione consente a queste persone di programmare il futuro con serenità — conclude il legale — e di contribuire nuovamente alla crescita del Paese, senza doversi nascondere per paura dei creditori, ma potendo anzi essere riammessi nel circuito del credito». Una sentenza che restituisce non solo solvibilità, ma dignità.

foto repertorio violenza donne