

Da cittadine e cittadini amanti della democrazia ed avversi ad ogni forma o parvenza di regime monocratico od autoritario, attuato ai vari livelli, ci chiediamo come possa verificarsi che un singolo soggetto possa decidere di porre fine all’Amministrazione del Comune di Messina e della Città Metropolitana, pur non avendo alcun ruolo ufficiale in questi due Enti Locali. Due realtà territoriali che, seppur con una popolazione in netto calo demografico, contano rispettivamente 216 mila e 614 mila abitanti.
Perché è quello che avverrebbe se venisse “imposto” al Sindaco di Messina e Sindaco Metropolitano di dimettersi prima della scadenza naturale del quinquennio, con conseguenziale decadenza del Consiglio Comunale eletto dai cittadini messinesi e del Consiglio Metropolitano eletto dai Sindaci e Consiglieri dei 108 Comuni facenti parte della ex Provincia Regionale; un Consiglio Metropolitano insediatosi da poco e che ha cominciato a svolgere le funzioni di indirizzo e di controllo dopo un lungo periodo di gestione, di fatto, monocratica.
Un’ipotesi relativa ad un atto d’imperio subito in maniera accondiscendente, certamente non campata in aria visti i precedenti che hanno riguardato nomine e sostituzioni di Amministratori cittadini dopo la pubblicizzazione di veri e propri “diktat”.
E tutto ciò avviene perché la città di Messina, da quasi otto anni, è amministrata, a seguito di elezioni che hanno visto una bassa partecipazione al voto, da una “compagine” politica che nella “Prima Repubblica” sarebbe stata definita “monocolore”, che però presenta una serie di caratteristiche che le hanno fatto assumere la veste di un autentico “Sistema”. Un sistema politico-amministrativo, ma anche di “potere”, che a differenza di altri sistemi o compagini politiche è significato, fra l’altro, da due aspetti peculiari quali “il fideismo” ed “il manicheismo”.
Un fideismo acritico nei confronti del fondatore e leader della compagine politica, messo in risalto anche in maniera grottesca in occasione di cerimonie di giuramenti, investiture di cavalieri e guerrieri, arruolamenti di “eserciti di liberazione” sia della Sicilia che dell’Europa, svaniti però nel nulla, lampade di Diogene od immersioni nelle “acque salvifiche” come prova di “fedeltà”. Fatti reali che potrebbero far pensare a “giochi di ruolo” adolescenziali, ma che invece sono sinonimo di una sorta di obbedienza assoluta ed irrazionale.
Ed un manicheismo, con la correlata divisione fra buoni e cattivi, e fedeli e traditori, per cui non ci sono avversari ed oppositori politici e civici, ma soltanto “nemici” della “causa”, da demonizzare e criminalizzare esponendoli a gogne mediatiche sui social o facendoli diventare oggetto di attacchi personali virulenti e senza alcun contraddittorio nei comizi e negli eventi che diventano “adunate”.
Ma c’è un altro aspetto che sfugge a molti, da porre in evidenza qualora, in maniera inspiegabile, il Sindaco e l’Amministrazione Comunale dovessero dimettersi prima del giugno 2027.
Anche con l’invio di un Commissario straordinario da parte del Governo Regionale, la “gestione” delle attività e dei servizi comunali rimarrebbe in larga parte alla stessa compagine politica. E ciò perché i due direttori generali di Comune e Città Metropolitana sono stati nominati con un contratto che ha dei termini temporali e non decadrebbero come gli esperti e consulenti di nomina sindacale, e le Società Partecipate, con i loro CdA e Collegi dei Revisori, continuerebbero a svolgere le loro attività, continuando ad esercitare un ruolo che è stato notevolmente potenziato in termini di servizi anche non “d’istituto” e di organico, trasformandole in stazioni appaltanti per forniture e lavori pubblici anche milionari, facendole divenire il vero “fulcro” della gestione politico-amministrativa ed autentici meccanismi di clientela elettorale.
Per cui ci troveremmo di fronte ad un ben calcolato gioco delle tre carte, che però antepone l’interesse e le ambizioni personali all’interesse generale pubblico.
Ci chiediamo comunque, auspicando che se lo possa chiedere una sempre più ampia parte della nostra “comunità”, facendo le opportune considerazioni.
Ma Messina merita questo???
Gruppo di Iniziativa e Resistenza Civica
“RISPETTO MESSINA”










