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Ex Silos, I-Hub e promesse: Messina attende la ruspa che non arriva mai. Sarà la volta buona?

- 06/10/2025
ihub 11

Domani. A Messina, quando si parla di opere pubbliche, è una parola che ha il suono beffardo dell’incertezza, un orizzonte mobile che si sposta sempre un po’ più in là. E domani, martedì 7 ottobre, dovrebbe essere il giorno del primo colpo di ruspa alla Casa del Portuale, l’anticamera della ben più imponente demolizione dei Silos Granai. Ce lo chiediamo senza troppi giri di parole: sarà vero? O assisteremo all’ennesima replica di un copione già visto, fatto di annunci, rinvii e silenzi?

Per capire il sentimento della città basta affacciarsi su quell’area, biglietto da visita che Messina offre a chi sbarca dalla Calabria. Un pugno nell’occhio. Dove doveva sorgere un avveniristico I-Hub dell’innovazione, un gioiello di tecnologia e futuro, oggi c’è una terra di nessuno, un regno di sterpaglie e spazzatura. Un monumento al fallimento, all’incapacità di trasformare i progetti in realtà. I fondi? Persi. Anzi, pardon, forse “rimodulati”.. che tanto assomiglia ad averli persi e sostituiti. L’I-Hub? Traslocato in un’altra area di cui, per non farci mancare nulla, non si conosce ancora l’ubicazione certa. E così, quella che doveva essere una cartolina di progresso è diventata una discarica a cielo aperto, una foto immeritevole che condanna la città a un’immagine di degrado proprio sulla sua porta d’ingresso.

Annunci e rinvii… Parole e scadenze che abbiamo messo in fila:

Gennaio 2025: Annunciata verso la fine del 2024, questa data rappresentava uno dei primi obiettivi concreti per dare seguito alla prima fase di demolizioni. L’inizio del nuovo anno, tuttavia, non ha visto l’avvio dei cantieri.

Giugno 2025: Con l’arrivo della primavera, le promesse si sono spostate verso l’inizio dell’estate. A maggio 2025, diversi annunci indicavano l’avvio dei lavori per il mese di giugno, una scadenza che è passata senza che le ruspe entrassero in azione.

“Entro un mese” (da maggio 2025): In parallelo all’annuncio per giugno, circolava l’indicazione più generica di un avvio “entro un mese” dalla chiusura delle procedure di gara, avvenuta a metà marzo. Anche questa previsione, che puntava a un inizio lavori entro fine maggio/inizio giugno, è stata disattesa.

Settembre 2025: L’estate è trascorsa e la nuova data è stata fissata per la fine della stagione. Settembre era indicato come il mese decisivo per completare finalmente l’opera di demolizione e liberare l’area. Anche questo termine, però, è sfumato.

6 Ottobre 2025: Rappresenta l’ultima data annunciata prima di quella menzionata nella sua richiesta. Pochi giorni fa, la data del 6 ottobre era stata indicata come quella dell’avvio definitivo dei lavori, data che evidentemente è slittata almeno al giorno successivo.

Provaci ancora Sam!

Ora, l’amministrazione comunale ci riprova. Il piano, sulla carta, è definito. Si parte domani con la messa in sicurezza e lo smantellamento della cabina elettrica Enel della Casa del Portuale, per poi abbattere il corpo centrale. Un’operazione preliminare. Il piatto forte arriverà dopo, con la demolizione dei giganteschi Silos che incombono sul parcheggio Cavallotti. Un intervento complesso, che richiederà la chiusura notturna dell’area di sosta per venti notti.

Un disagio definito “limitato”, ci assicurano. Il parcheggio resterà aperto di giorno e per gli abbonati notturni è già pronta una soluzione alternativa al parcheggio “La Farina”. Tutto studiato, tutto previsto. Eppure, il cittadino messinese, scottato da troppe promesse evaporate, resta con il fiato sospeso. Crederci è un atto di fede, dubitare è un esercizio di realismo.

Non resta che attendere il sorgere del sole di domani. Noi, come sempre, vigileremo. Saremo lì, pronti a raccontare il rombo dei motori delle ruspe come una vittoria, una promessa finalmente mantenuta. Ma saremo altrettanto pronti, se necessario, a registrare l’ennesimo silenzio, l’ennesimo rinvio che getterebbe sulla città l’ombra di un’inguaribile inerzia. La speranza, si sa, è l’ultima a morire. Ma a Messina ha imparato a vivere con molta, moltissima cautela.

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