Si è spento lo scrittore e sceneggiatore messinese Mario Falcone, classe 1952. Una vita spesa tra la sua amata città dello Stretto e Roma, dove ha firmato alcune delle pagine più note della fiction televisiva italiana e della narrativa contemporanea.
Nato a Messina, Falcone si trasferisce poco più che ventenne nella Capitale, dove per oltre quarant’anni costruisce una solida carriera come sceneggiatore. Il suo nome è legato a serie televisive e film per la tv di grande successo, trasmessi sia sulle reti Rai che Mediaset. Tra i titoli più celebri si ricordano Padre Pio, Ferrari, Cuore, La guerra è finita, De Gasperi, Einstein, Anita Garibaldi e Carabinieri, opere che hanno segnato l’immaginario collettivo di milioni di italiani. La sua abilità nel tratteggiare biografie di grandi personaggi storici lo ha reso uno degli autori più apprezzati del piccolo schermo, capace di unire il rigore della ricerca alla sensibilità del racconto popolare.

Nel 2008, Falcone esordisce brillantemente nella letteratura con il romanzo “L’alba nera”, edito da Fazi. L’opera, un long seller tradotto anche in Francia, è un potente e documentato affresco della sua Messina nei mesi immediatamente precedenti la catastrofica alba del 28 dicembre 1908. Un atto d’amore per una città scomparsa, ricostruita attraverso le vicende di personaggi indimenticabili, le cui vite si intrecciano sullo sfondo di una tragedia imminente.
La sua produzione letteraria prosegue nel solco del genere noir e thriller. Nel 2013 pubblica “Un’amara verità” (Atmosphere libri), un thriller psicologico ambientato in Sicilia che gli vale la vittoria del prestigioso premio Gran Giallo 2013. Con questo romanzo, Falcone conferma la sua maestria nel costruire trame avvincenti e nel scandagliare le oscurità dell’animo umano.
Non solo prosa, ma anche versi. Falcone ha esplorato la sua vena più intima con la raccolta di poesie “Piccole pietre”, un viaggio attraverso emozioni, ricordi e riflessioni sull’esistenza. Un’ulteriore testimonianza della sua poliedricità artistica.
Nonostante il successo romano, il legame con la sua terra d’origine non si è mai spezzato. Nel 2018, infatti, aveva deciso di tornare a vivere stabilmente a Messina, continuando da qui la sua attività. A novembre del 2024 risale la sua ultima fatica letteraria, il romanzo “Leuta” (Arkadia Editore), storia di un ritorno alle origini, di un bilancio esistenziale e dell’imprevedibilità della vita. Un’opera che, alla luce della sua scomparsa, assume oggi il valore di un testamento spirituale. Con Mario Falcone se ne va una voce autentica, capace di narrare il grande e il piccolo, la storia collettiva e i drammi individuali, con la stessa profonda umanità.





