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Biblioteca Regionale Universitaria “Giacomo Longo” di Messina: “Gli Studi Innovativi di Giuseppe Rando ”

- 07/02/2023

Nota stampa a cura di Ufficio Relazioni con il Pubblico. Maria Rita Morgana

Dopo l’interessante momento di incontro sul volume “Resistere a Messina. Reportages, lettere, racconti e saggi critici” fortemente esperenziale con partecipazione attiva da parte dei numerosi astanti, la Biblioteca Regionale Universitaria di Messina attende presso la Sala Lettura Venerdì 10 febbraio 2023, alle 17, gli affezionati Fruitori e quanti nutrono interesse nei confronti della importante tematica letteraria, per la II Sezione de “Gli Studi Innovativi di Giuseppe Rando”, durante la quale saranno presentati i volumi “Vittorio Alfieri nella cultura e nella letteratura d’Italia e d’Europa.” e “Vittorio Alfieri e il Costituzionalismo. Tra politica, teatro e letteratura”,
quest’ultimo testo proposto al pubblico in prima assoluta.
L’iniziativa culturale, alla quale presenzierà l’Autore, si aprirà con i Saluti Istituzionali e l’Introduzione della Direttrice della Biblioteca, Dott.ssa Tommasa Siragusa, seguirà il prezioso contributo della Prof.ssa Paola Radici Colace, già Ordinario di Filologia Classica Unime, sul testo “Vittorio Alfieri nella cultura e nella letteratura d’Italia e d’Europa” e l’opera che viene presentata in prima assoluta “Vittorio Alfieri e il Costituzionalismo”. Fungerà da Moderatore il Prof. Antonino Pugliese, già Ordinario di Clinica Medica Veterinaria Unime.Il primo libro, “Vittorio Alfieri nella cultura e nella letteratura d’Italia e d’Europa.” racchiude gli Atti del Convegno tenutosi nel 2020 a Messina, presso l’Accademia dei Pericolanti, curato dallo stesso Prof. Rando che, per la pubblicazione, ne firma la presentazione e il capitolo “La lezione di Vittorio Alfieri nella vita e nei ‘pensieri’ di Leopardi”, analizzando quanto della vena patriottica e ideologica dell’Alfieri permei non solo la poesia, ma “tutta la personalità del Recanatese”.


“Vittorio Alfieri e il Costituzionalismo”, che questa Biblioteca è lieta di presentare in prima assoluta, corona l’intenso lavoro portato avanti negli anni dall’Autore, con pubblicazioni monografiche e periodiche, attività didattica e convegnistica e raccoglie, altresì, i più recenti studi alfieriani. L’opera è volta alla conoscenza più in profondità del Costituzionalismo Alfieriano e delle sue transcodificazioni saggistiche, teatrali e letterarie, con l’intento-speranza di
coinvolgere un più vasto pubblico di lettori. Individua nella ragione morale lo scopo di argomentare sull’Alfieri, rivedendone le caratteristiche precipue di letterato e politico, diversamente canalizzate prima dell’analisi fatta dallo stesso Rando, id est diversificandole in toto.
Dal primo volumetto scritto ben quarant’anni addietro, uscito a Roma da Herder editore, e attraverso la produzione successiva sull’Alfieri, Rando approda alla figura calibrata sui principi del Costituzionalismo, capovolgendo ogni teoria precedentemente esposta in ambito letterario: Alfieri lo scrittore più frainteso della nostra letteratura, Alfieri inventore non accreditato della tragedia moderna con le opere drammaturgiche “Saul” e “Mirra”, Alfieri Costituzionalista
sulla base della codifica nei suoi trattati dei teorici francesi della seconda metà del Settecento. E’ proprio quel primo volumetto si presentò alla critica del tempo come uno “Scriptum” del tutto “Innovativo”, ben apprezzato da autorevoli studiosi del calibro di Giuseppe Petronio e Arnaldo Di Benedetto, e considerato una lettura talmente importante da guadagnare, perfino, la meritoria ristampa.
Altri qualificati giudizi sanciscono ancora oggi quale indiscusso valore abbia il pensiero del Prof. Rando sull’Alfieri. Il Professore Ordinario di Storia delle Dottrine Politiche a Napoli,
Stefano De Luca, nel suo saggio “Alfieri politico”, così si esprime: “fortemente innovativo, sotto molteplici punti di vista.
Innovativo nel metodo […], innovativo nella scelta dei temi, […], ancor più innovativo negli esiti interpretativi, giacchè Rando sostiene che il pensiero politico dell’Astigiano si fonda su un insieme di principi ben definiti, esposti (almeno dalla Tirannide) con il vigore logico di un teorema e pienamente iscritti nel filone del costituzionalismo democratico settecentesco.” Il Professore Ordinario di Letteratura Comparata a Bari,
Bartolo Anglani, nel suo saggio “La tragedia impossibile” così afferma: “Giuseppe Rando fin dal 1980 aveva affrontato la questione dell’Alfieri ‘politico’[…] aveva sostenuto per un versoche egli era il più politico e il più innovativo degli scrittori del suo tempo e per un altro un convinto, radicale sostenitore della sovranità della legge, il più legalitario, forse, degli scrittori italiani di tutti i tempi” e citando il trattato “Della Tirannide” riporta le tesi espresse da Rando: “un’opera in cui l’Alfieri si rivela ‘come il critico più acuto e coraggioso del dispotismo illuminato, di cui
mette in luce i limiti storici e istituzionali, non da posizioni astratte, libertarie,
nichilistiche o reazionarie, ma tenendosi sul terreno storico del costituzionalismo moderno”.
Il Professore Giuseppe Rando per il quale ben si confà la massima dello stesso Alfieri “Volli, sempre volli, fortissimamente volli” per la costante tenacia spinta fino alla caparbietà nel conseguire mete ragguardevoli di studio e di lavoro, mai dimentico delle umili origini, sagace interprete di verità di vita, dai toni satirici, infuocati ma mai eccessivi, dallo sguardo profondo e l’atteggiamento affabile, aperto alla contesa ma non alla guerra, così scrive in terza persona nella
premessa di “Vittorio Alfieri e il Costituzionalismo”: “La pubblicazione di questo e dei suoi precedenti volumi alfieriani dimostra, per altro verso, che nell’Italia democratica, si può resistere, con qualche successo e pagando magari qualche inevitabile scotto, ai deserti che talora ci assediano. E ciò valga come stimolo e incoraggiamento ai giovani capaci, che hanno l’istinto della ricerca e la schiena dritta.”

Vi attendiamo numerosi per scandagliare al meglio la figura dell’Alfieri che tanta parte ha avuto nella storia letteraria e non solo del nostro amato Paese e del quale l’Innovatore Prof. Giuseppe Rando è tessitore di teorie ante litteram.
Ci auguriamo che possano nascere momenti di riflessione e condivisione in un dibattito dai toni entusiastici.
L’ingresso è libero e non occorre prenotazione.
Quanti non potranno essere presenti fisicamente all’evento, potranno scrivere commenti o quesiti che verranno posti all’Autore e alla Relatrice nei post dedicati sulla pagina Facebook della Biblioteca:
https://www.facebook.com/bibliotecaregionaledimessina/?ref=bookmarks

Curriculum breve del Prof. Giuseppe Rando


Laureato in Lettere Classiche col massimo dei voti e la lode presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Messina, Giuseppe Rando è attualmente appassionato Docente presso Università della Terza età Unitre Messina, è stato professore associato di Lingua e Letteratura Italiana presso la Facoltà di Magistero (poi Facoltà di Scienze della Formazione) e quindi
professore ordinario di Letteratura Italiana presso la Facoltà di Scienze della Formazione e presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne (ex Facoltà di Lettere e Filosofia) della stessa Università.
È stato coordinatore del CdL in Scienze della Comunicazione nella Facoltà di Scienze della Formazione, nonché Direttore del Dipartimento di Studi Linguistico-Letterari e della Documentazione Storica e Geografica dell’Università di Messina. Ha insegnato alla SISSIS “Fondamenti storico- epistemologici della Letteratura Italiana” e “Problemi di didattica della
Letteratura Italiana”. Ha insegnato “Didattica della Letteratura Italiana” presso il TFA.
E’ membro del Comitato Scientifico della Fondazione Corrado Alvaro e del Comitato Nazionale per l’Edizione Nazionale dell’Opera Omnia di Federico De Roberto. Fa parte del Comitato Scientifico della rivista “Terzo Millennio”. È componente del Comitato Scientifico del CIS (Centro Internazionale Scrittori della Calabria) in qualità di responsabile della sezione di Italianistica. Dirige le collane Otto-Novecento Siciliano presso EDAS (Messina), Il Ponte presso Falzea Editore (Reggio Calabria), L’Arco presso Pellegrini Editore (Cosenza).
Ha pubblicato saggi e volumi su autori maggiori e minori della letteratura italiana e segnatamente su Parini ( Parini e il Sublime, «Rivista di Letteratura Italiana» 1999); Alfieri (
Alfieri europeo: le « sacrosante» leggi, Soveria Mannelli,2007; Alfieri costituzionalista, Reggio Calabria 2015); Leopardi (La norma e l’impeto. Studi sulla cultura e sulla poetica leopardiana, Torino 1997; Nei pressi dell’Infinito e altri saggi leopardiani, In appendice, l’edizione critica del discorso Agl’Italiani di G. Leopardi, Roma 2015); Verga(Verga, Pirandello e altri siciliani, Milano 2014); Pirandello ( Novelle Siciliane,Messina 2004): Pascoli (Un nido sullo Stretto in G. PASCOLI,
Poesie e prose della stagione messinese, Messina 2013; Giovanni Pascoli alle soglie del nichilismo,Atti del Convegno di Messina 2012, in corso di stampa; Poetiche, poesia e metapoesia nella stagione messinese di G. Pascoli, in Studi in onore di Enrico Ghidetti, Firenze 2014; L’altro Pascoli: poesia e scienza nel «nuovo secolo», «Esperienze letterarie» 2015); Alvaro (Alvaro narratore. L’officina giornalistica, Reggio Calabria 2004 e Sperimentalismo, denuncia e profezia nella narrativa di Corrado Alvaro, in Narratori Italiani del Novecento I, pp. 337 – 462, Soveria Mannelli 2012; «L’uomo è forte»: dal reportage antisovietico al romanzo realistico-simbolico, in
Paura sul mondo. Per «L’uomo è forte» di Corrado Alvaro, Pisa, 2013); Quasimodo (Introduzione a Colloqui.“Tempo” 1964-1968, Roma 2014; Prefazione a Il falso e il vero verde “Le Ore” 1960-1964, Roma, SCE, 2014.
Studioso di letteratura meridionale, ha pubblicato la monografia Vero e immaginario tra Sicilia e Calabria (da Verga a Occhiato), Cosenza 2014; ha curato la ristampa di opere di Boner, Cesareo, Onufrio, Misasi, Deledda, Alvaro; ha altresì raccolto in volume, per la prima volta, le Novelle disperse di Enrico Onufrio (Messina, 2004) e, nel 2007, presso Rubbettino, i racconti dispersi di Corrado Alvaro, col titolo Gente che passa.
Da ultimo, ha intensificato la sua attività scientifica pubblicando saggi e volumi su autori maggiori e minori della letteratura italiana, non trascurando i rapporti tra Università e territorio. Si ricordano, in particolare: i saggi sul Neogotico siciliano, su nuovi Percorsi verghiani, su AA. VV, Nostra terra, nostru cantu, nostru cori (Messina 2017), su Corrado Calabrò, su una raccolta poetica di Antonio Cattino, su L’infinito di Leopardi, sull’intertestualità in
Horcynus Orca, sul Padre nostro di Dante in Purg., XI; 1-24; nonché i volumi:
Resistere a Messina. Reportages, lettere, racconti e saggi critici, Pellegrini Editore, Cosenza, 2020; Vittorio Alfieri e il Costituzionalismo tra politica teatro e letteratura, Edizioni dell’Orso, Alessandria 2021; Vittorio Alfieri nella cultura e nella letteratura d’Italia e d’Europa, Atti del Convegno (Messina, Accademia Peloritana dei Pericolanti, 15-16 ottobre 2020), a cura di Giuseppe Rando, Messina MMXXI.
I suoi libri sono anche reperibili nella Library of Congres di Whashington e nella Bibliotèque National di Parigi.
È soprattutto conosciuto, in Italia e all’estero, come lo studioso italiano che, con i suoi saggi «innovativi» (secondo Di Benedetto, Anglani, De Luca), ha rivoluzionato la critica alfieriana dimostrando, per primo, inconfutabilmente, la matrice costituzionalistica dei trattati politici e di molte opere letterarie di Vittorio Alfieri.