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Amam, 90 milioni di morosità. Un solo messaggio, “L’acqua si paga”. In via di soluzione i disguidi per chi è in regola

- 10/01/2023

Linea dura da parte di Amam e un solo messaggio: “L’acqua si paga con la stessa diligenza con la quale si paga l’energia elettrica o il gas“. Insomma una normalità che non è proprio messinese visto che su 10 utenti solo due pagano puntuali e solo 4 pagano nell’anno di competenza delle bollette. E l’Amam non è un’azienda che si vive … “d’acqua”, anzi, visto che i costi di energia per il sollevamento delle risorse idriche da garantire sono enormi.

Loredana Bonasera

E’ quanto emerge dalla conferenza stampa tenutasi oggi a Palazzo Zanca alla presenza dei vertici di AMAM. Fra tutti la presidente del CDA e Direttore Generale f.f. Loredana Bonasera unitamente ai componenti il CdA Alessandra Franza e Adriano Grassi.

Stupiscono ma neanche tanto i numeri della morosità: 90 milioni di euro che rappresentano i mancati pagamenti storici più la totalità delle utenze non in regola degli ultimi due anni . Insomma al netto dei disguidi su 75 mila diffide inviate a chi non ha pagato, e che rappresentano solo il 3% del totale, con una normale ed accettabile percentuale, le utenze morose sono da identificarsi nella maggior parte dei casi in aziende commerciali ma soprattutto condomini. E questo è un fatto che apre scenari ed effetti domino tutti immaginabili. Se infatti i 300 circa condomini morosi non dovessero adempiere secondo la scadenza indicata nelle diffide accadrà, per le utenze private, che l’acqua verrà ridotta e che i disagi potranno verificarsi anche per chi, all’interno del condominio è in regola con le quote per colpa di chi, tra i condòmini magari non lo è.

Saranno quindi tempi duri così come la linea di Amam, avallata dal Sindaco di Messina Federico Basile: “Anche questa è ‘normalità’ e deve diventare consuetudine per i messinesi. Pagare l’acqua è un dovere”. Ma la conferenza stampa non è solo stata incentrata sulle morosità: nuovi servizi in arrivo ai quali sarà possibile accedere grazie all’uso dello SPID e per mezzo dei CAF.

Federico Basile e Salvo Puccio