13
Ottobre

Polizia Locale, una riforma illusoria: il duro attacco della senatrice Musolino in Senato

Share
0
Comment
27 views
4 min

Tagli agli straordinari, disparità previdenziali e Comuni in deficit lasciati soli a gestire la sicurezza. L’accusa in Aula: «Una legge delega fatta di promesse vuote, nessuna vera autonomia per gli agenti dal potere politico».

Polizia Locale, una riforma illusoria: il duro attacco della senatrice Musolino in Senato
Polizia Locale, una riforma illusoria: il duro attacco della senatrice Musolino in Senato
Polizia Locale, una riforma illusoria: il duro attacco della senatrice Musolino in Senato

La riforma della Polizia Locale che approda in Aula al Senato, a circa due anni dalla sua prima presentazione da parte del ministro Piantedosi, manca di un reale contenuto innovativo e si configura come un mero insieme di promesse e impegni. È questo il fulcro dell’intervento pronunciato in Senato dalla senatrice vice capogruppo di Italia Viva – Casa riformista Dafne Musolino, che ha smontato punto per punto il provvedimento legislativo dell’attuale governo.

Secondo la senatrice, il tema della sicurezza non è un “appannaggio” o un “tesoretto” esclusivo della maggioranza di centrodestra, bensì una priorità che riguarda tutti i cittadini e che grava quotidianamente sui sindaci. Sono proprio i primi cittadini a doversi trovare in prima linea per fronteggiare le emergenze sul territorio, operando in assenza delle risorse necessarie da parte dello Stato.

Musolino ha messo in luce le evidenti contraddizioni dell’esecutivo: mentre a parole si difende la categoria, con il recente decreto per l’efficientamento della Pubblica Amministrazione sono state tagliate proprio le risorse destinate al pagamento degli straordinari degli agenti di Polizia Locale. A ciò si aggiunge una criticità strutturale nei pacchetti sicurezza varati dal governo, i quali hanno sistematicamente escluso dai finanziamenti i Comuni in situazione di predissesto o dissesto finanziario. Questa logica, ha sottolineato la senatrice, finisce per penalizzare enormemente gli enti locali concentrati soprattutto nel Centro-Sud, trasformando la condizione di deficit economico in una scusante per lasciare i sindaci da soli a gestire l’ordine pubblico.

La narrazione governativa sui fondi stanziati è stata ulteriormente contestata: “il fondo di garanzia citato nel penultimo articolo della legge non è una creazione dell’attuale esecutivo, ma appartiene al precedente governo, essendo stato istituito nel 2020 per il triennio finanziario 2021-2023“. Durante il suo discorso, la senatrice non ha risparmiato una frecciata all’attuale vicepremier, Matteo Salvini, ricordando il controverso episodio in cui, da ministro dell’Interno, si recò al quartiere Pilastro di Bologna per citofonare a casa delle persone chiedendo se vi fossero spacciatori.

Il nodo cruciale dell’intervento in discussione da parte della senatrice Musolino, ha riguardato, tuttavia, lo status giuridico degli agenti e l’eccessiva “ibridazione” della categoria. La riforma, ha sottolineato Musolino, mantiene la Polizia Locale alle dirette dipendenze del sindaco, limitandosi a ipotizzare una sezione contrattuale separata per il pagamento degli emolumenti, ma senza mutare la condizione giuridica. Se gli agenti locali vengono chiamati a svolgere funzioni equiparate a quelle di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria dovrebbero godere di una totale autonomia dal potere politico e dal civismo locale.

A questa anomalia si aggiunge una grave disparità sul fronte previdenziale: mentre un agente della Polizia di Stato va regolarmente in pensione al compimento del sessantesimo anno di età, gli agenti della Polizia Locale sono costretti a rimanere in servizio fino a 65, 67 o addirittura 69 anni.

In conclusione, la senatrice ha liquidato il provvedimento bollandolo come “la montagna che ha partorito il topolino“. La riforma viene descritta come un insieme di enunciazioni vuote e prive di un indirizzo preciso, mascherato da una legge delega a cui è stato assegnato un anno di tempo per l’attuazione. Un orizzonte temporale che non convince l’opposizione, poiché, come ha ricordato Musolino all’Aula, fino ad oggi nessuna delle leggi delega portate avanti da questa maggioranza è mai riuscita a rispettare i termini fissati per la sua attuazione.

Polizia Locale, una riforma illusoria: il duro attacco della senatrice Musolino in Senato
Polizia Locale, una riforma illusoria: il duro attacco della senatrice Musolino in Senato
Polizia Locale, una riforma illusoria: il duro attacco della senatrice Musolino in Senato

Segui Voce di Popolo su Google

Aggiungici alle tue Fonti preferite per trovare più facilmente le nostre notizie su Google.

Giuseppe Bevacqua
- Published posts: 20

Giuseppe Bevacqua è giornalista e direttore di Voce di Popolo, laureato in Economia e abilitato dottore commercialista. Si occupa di cronaca, politica, amministrazione pubblica e approfondimenti, con particolare attenzione a Messina e alla Sicilia. Cura analisi, inchieste e commenti sui temi di interesse pubblico e sulle dinamiche del territorio.