

Messina si prepara a una mattinata di proteste. Il 1 ottobre 2026, i residenti dello stabile di Via Alessandria n. 25, situato nel Rione Ferrovieri (ex Gife), scenderanno in piazza per denunciare le gravi condizioni in cui sono costretti a vivere e l’inerzia dell’amministrazione locale.La mobilitazione, organizzata in forma pacifica da Letteria Alessi e Alessandra Oliveri, prenderà il via alle ore 09:30 davanti a Palazzo Zanca. Il presidio sarà rivolto direttamente al Sindaco, all’Assessore alle Politiche della Casa Alessandra Calafiore, al Dirigente del Dipartimento Politiche della Casa Salvatore De Francesco e al Direttore di Patrimonio Messina S.p.A. Pietro Picciolo. Alle 11:30 la protesta si sposterà davanti alla Prefettura di Messina.
Al centro della vertenza vi è una situazione che i cittadini definiscono insostenibile e pericolosa. Le famiglie coinvolte denunciano di risiedere da anni in un edificio dichiarato strutturalmente pericolante, circostanza formalmente accertata dai verbali di intervento dei Vigili del Fuoco e della Polizia Municipale. La permanenza coatta in questi spazi espone i nuclei familiari a concreti rischi per l’incolumità fisica e igienico-sanitari.La rabbia dei residenti è stata ulteriormente acuita dalle soluzioni abitative alternative finora proposte. I promotori della manifestazione sottolineano che gli alloggi periferici offerti per far fronte al rischio imminente si sono rivelati inagibili, degradati e del tutto privi degli interventi obbligatori di messa a norma. Vengono segnalati impianti elettrici fuorilegge con rischio di folgorazione e ringhiere dei balconi ampiamente deteriorate e a rischio cedimento.
Ad alimentare il presidio c’è anche una palese disparità nell’impiego dei fondi PNRR – PINQUA. Le famiglie lamentano infatti che per altri immobili cittadini, situati in zone più centrali, i lavori di ristrutturazione procedono in modo regolare, mentre a loro vengono destinati immobili degradati. Inoltre, sebbene le chiavi dei nuovi alloggi inagibili siano state riconsegnate da oltre un mese per consentire l’avvio dei necessari cantieri, l’amministrazione non ha avviato alcuna opera e non ha fornito riscontro alle formali istanze presentate dai legali delle famiglie.
Con questa protesta, i residenti chiedono all’amministrazione cittadina un intervento risolutivo e l’assegnazione tempestiva di abitazioni che siano realmente sicure, idonee e dignitose.








