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Stallo sui fondi della Social City: l’affondo di Scurria, i dubbi sulle carte e il rinvio in aula a mercoledì

- 21/09/2026

Caos a Palazzo Zanca: scontro sulle regole, documenti fantasma e fondi per la Social City in stallo

Il consiglio comunale si ferma, imbrigliato in una palude politica e burocratica che di fatto blocca l’iter per l’assegnazione dei fondi alla Messina Social City. Una seduta, quella odierna, trasformatasi fin dai primi minuti in un autentico campo minato procedurale.

Ad accendere la miccia sono stati i quesiti sollevati in apertura da Marcello Scurria. Domande puntuali e affilate che hanno spinto la segretaria generale, Rossana Carrubba, a ritirarsi per elaborare un riscontro tecnico. Un’attesa prolungatasi per oltre un’ora, sfociata non in una schiarita, ma in un ulteriore slittamento. Al rientro in aula, infatti, la parola è passata al dirigente De Francesco, il quale ha premuto il tasto pausa chiedendo un aggiornamento dei lavori di 24 ore, un tempo tecnico ritenuto necessario per sviscerare gli emendamenti depositati.

Ma le criticità non si limitano all’orologio dei lavori d’aula. A pesare come un macigno sull’intero incartamento è un’assenza pesante: manca all’appello la relazione all’Anac, documento cardine per certificare la reale convenienza economica dell’operazione finanziaria destinata alla partecipata.

Il vero nodo della giornata è però racchiuso nel documento ufficiale depositato dallo stesso Scurria e allegato agli atti, una nota che smonta pezzo per pezzo la legittimità della seduta dedicata alla Proposta di Delibera 161. Il consigliere contesta in primo luogo la validità stessa della convocazione, derubricata a semplice “invito” sprovvisto dei requisiti formali richiesti dal Regolamento.

Il cuore dell’eccezione è tecnico ma dalle pesanti ricadute politiche: secondo Scurria, quella di oggi non è una prosecuzione dei lavori, ma una “nuova adunanza autonoma”. La seduta precedente, infatti, sarebbe stata chiusa unilateralmente dal presidente dell’aula senza sottoporre la decisione al voto, un’azione etichettata come illegittima e al di fuori delle prerogative presidenziali. Di conseguenza, azzerandosi l’orologio procedurale, l’esponente dell’opposizione bolla come nulla e inefficace la deroga concessa in precedenza per riaprire i termini di presentazione degli emendamenti. La finestra temporale dei dieci minuti, ribadisce nella nota, è una norma di garanzia inderogabile, non stiracchiabile a piacimento.

Il documento si chiude con un vero e proprio aut aut rivolto ai vertici del Consiglio. Scurria intima al presidente e alla segretaria generale di certificare la natura giuridica della seduta odierna, di dichiarare formalmente inefficace la riapertura dei termini per gli emendamenti e di verificare in modo stringente il rispetto dei tempi per il deposito dei documenti essenziali. L’avvertimento è netto: in assenza di questi passaggi e con atti depositati in ritardo, la votazione finale sulla Messina Social City dovrà essere dichiarata inammissibile.

Ecco i punti chiave:

  • Convocazione irregolare: Scurria contesta la forma della convocazione per la seduta odierna. I documenti inviati il 17 e il 20 settembre sono definiti “Inviti” e mancano dei requisiti formali richiesti dall’art. 6 del Regolamento, come l’indicazione se l’adunanza sia ordinaria, straordinaria o d’urgenza.
  • Nuova seduta, non prosecuzione: Si argomenta che la seduta del 21 settembre debba essere considerata una “nuova adunanza autonoma” e non la prosecuzione di quella precedente. Questo perché la seduta precedente è stata chiusa unilateralmente dal Presidente, senza votazione, un’azione definita illegittima in quanto esula dai poteri previsti dall’art. 21. Di conseguenza, si applicherebbero le regole ordinarie di convocazione e i quorum maggioritari.
  • Deroga agli emendamenti contestata: Il consigliere ritiene illegittima e inefficace la decisione, presa nella seduta precedente, di riaprire i termini (già scaduti) per la presentazione degli emendamenti. Secondo Scurria, il termine di 10 minuti (art. 26) è una norma di garanzia inderogabile. Nessuna deroga posticipata è ammessa dal Regolamento, e l’unica eccezione prevista (art. 26, comma 9, legata alla caduta del numero legale in seconda convocazione) non si applica a questo caso. Inoltre, essendo l’odierna una nuova seduta, ogni decisione procedurale presa in quella passata non avrebbe alcun effetto.
  • Violazione del deposito atti: Viene sollevata la violazione dei termini di deposito dei documenti (art. 23). Essendo una nuova adunanza, i documenti non allegati originariamente e non depositati nei termini prescritti non potrebbero costituire base per una deliberazione.

Le richieste al Presidente del Consiglio comunale Minutoli ed alla Segretaria generale Carrubba:

  • Chiarire la natura giuridica della convocazione e dichiarare che la chiusura della seduta precedente è stata illegittima.
  • Dichiarare inefficace la deroga sui termini degli emendamenti e astenersi dal proporne di nuove.
  • Verificare il corretto deposito dei documenti essenziali, dichiarando inammissibile la votazione in caso di irregolarità.