
Aveva 29 anni, amava le moto ed era conosciuto anche nell’ambiente del padel. Figlio di Danilo Blandina e nipote del presidente della Camera di commercio Ivo Blandina. Lo schianto durante le prove libere all’Autodromo Concordia. La Procura di Agrigento segue gli accertamenti: ancora da chiarire perché abbia perso il controllo della moto.

MESSINA – Ventinove anni sono troppo pochi per qualsiasi addio. Ed è probabilmente questo, prima ancora della dinamica di un incidente che deve essere ricostruita fino in fondo, a spiegare lo sgomento che da domenica attraversa Messina.
Egidio Blandina è morto ieri, domenica 6 settembre, all’interno del circuito automobilistico e motociclistico dell’Agrigentino indicato come kartodromo di Punta Bianca sia come Autodromo Concordia, in contrada Burrainiti, nell’area tra Agrigento e Favara. Era arrivato lì insieme a un gruppo di amici per una giornata dedicata a una delle sue passioni più forti, quella per le moto. Durante una sessione di prove libere qualcosa è andato drammaticamente storto.
La prima ricostruzione compiuta dai carabinieri è, allo stato, essenziale: il ventinovenne avrebbe perso il controllo della motocicletta e sarebbe finito contro una delle barriere del tracciato. L’impatto è stato fatale. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i militari dell’Arma. Le manovre di soccorso non sono riuscite a salvarlo.
Ma proprio su quel “avrebbe perso il controllo” occorre fermarsi.
Cosa è successo prima dell’impatto deve ancora essere accertato
Che la moto sia finita contro una barriera è il dato che ricorre concordemente nelle prime informazioni. Perché Egidio Blandina abbia perso il controllo del mezzo, invece, non è ancora stato stabilito. I carabinieri stanno ricostruendo la dinamica e gli accertamenti vengono svolti con la Procura di Agrigento. Sarà l’attività investigativa a dover stabilire la sequenza precisa degli ultimi istanti: il punto nel quale la moto è diventata incontrollabile, la traiettoria seguita, le modalità dell’impatto e ciò che lo ha determinato.
È una distinzione importante. Perché Egidio non è morto in un normale incidente stradale, ma all’interno di un impianto destinato alle attività motoristiche, durante prove libere. E proprio per questa ragione ogni elemento tecnico della dinamica dovrà essere letto nel suo contesto prima che possano essere tratte conclusioni.
Chi era Egidio
Dietro le poche righe di cronaca c’è soprattutto un ragazzo di 29 anni. Egidio Blandina era messinese. Era figlio di Danilo Blandina e nipote di Ivo Blandina, presidente della Camera di commercio di Messina. Una famiglia molto conosciuta in città, circostanza che ha contribuito alla rapidità con cui la notizia si è diffusa, ma che non deve oscurare il dato più semplice: domenica è morto un giovane che aveva davanti una parte enorme della propria vita.
Le motociclette erano una passione vera, abbastanza importante da portarlo fino all’Agrigentino insieme agli amici per trascorrere una giornata in circuito. Ma le moto non erano l’unico sport. Nelle ore successive alla tragedia sono comparsi numerosi messaggi di ricordo sui social. Tra questi quello del Mondello Stadium che lo ricorda come un “apprezzato giocatore di padel” che aveva partecipato ai tornei organizzati dalla struttura. Tanti i messaggi degli amici e di chi lo aveva incontrato nello sport che contribuiscono a tracciare l’immagine di Egidio che nessun verbale potrà contenere.
Il dolore di Messina
La notizia ha attraversato Messina in poche ore. Il sindaco Federico Basile ha affidato ai social il cordoglio dell’amministrazione e della città, parlando di “una tragedia che lascia sgomenti” e di una giovane vita spezzata troppo presto. Un sentimento che ha rapidamente superato la dimensione istituzionale. I messaggi comparsi in queste ore raccontano una comunità di amici, conoscenti e sportivi incredula davanti alla morte improvvisa di un ragazzo che domenica mattina era partito semplicemente per fare ciò che amava. Anche il presidente della Regione Renato Schifani, in una giornata siciliana già segnata dalla tragedia della Monte Erice, ha espresso il cordoglio del governo regionale alle famiglie delle vittime. Il 6 settembre è stato infatti un giorno drammatico per il mondo dei motori nell’Isola: poche ore prima, durante la cronoscalata trapanese, avevano perso la vita due giovani spettatori.
Adesso servono risposte, senza processi anticipati
Ci sarà tempo per capire. Per stabilire esattamente che cosa sia accaduto sulla pista dell’Autodromo Concordia. Per comprendere cosa abbia determinato quella perdita di controllo e verificare ogni circostanza utile. Senza accusare nessuno prima degli accertamenti, ma anche senza considerare già spiegato ciò che spiegato ancora non è. È questo il compito degli investigatori. Oggi resta soprattutto il dolore.
Alla famiglia Blandina, al padre Danilo, ai parenti, agli amici che erano con Egidio e a quanti lo hanno conosciuto va il nostro cordoglio. Non quello di circostanza che accompagna troppo spesso le notizie tragiche, ma quello dovuto davanti a una morte che, per l’età e per la sua improvvisa brutalità, lascia poco spazio alle parole. Egidio era andato ad Agrigento per una domenica con gli amici e con la sua moto. Doveva essere una giornata come tante. È diventata l’ultima.









