
Fissato per il 15 settembre il ritorno sui banchi, ma l’allarme climatizzazione preoccupa le famiglie. I sindacati denunciano un taglio di 55 posti ATA nel Messinese, mentre oltre la metà dei docenti di sostegno resta precaria.

La scuola siciliana è pronta a riaprire, ma porta con sé due cronici fardelli: il caldo soffocante nelle aule e un’atavica dipendenza dai contratti a termine. Nonostante la richiesta arrivata dal Palermitano di far slittare la prima campanella al 21 settembre, l’assessore regionale all’Istruzione Mimmo Turano ha escluso rinvii, confermando l’avvio delle lezioni al 15 settembre 2026. A Messina, la fotografia alla vigilia traccia un rientro in classe in salita, diviso tra l’emergenza climatica e i vuoti in organico.
Aule roventi e impianti fantasma
Il problema delle temperature impone una riflessione urgente sull’edilizia scolastica. I dati incrociati delineano uno scenario critico. In tutta l’isola, solo l’11% degli edifici censiti con informazioni note risulta dotato di climatizzazione (il 13,7% nell’ambito messinese). Una rilevazione della FLC CGIL Messina, su un campione di istituti, rivela che solo una scuola garantisce l’80% di copertura, mentre nelle altre gli impianti sono assenti o insufficienti. Gli interventi locali procedono a macchia di leopardo: il Comune ha da poco concluso il progetto “San Nicola” (192mila euro) e finanziato con 6,55 milioni l’adeguamento dell’istituto “Albino Luciani”.
L’incognita del sostegno
Sul fronte del personale, i numeri dell’Ufficio Scolastico Territoriale restituiscono le reali dimensioni della precarietà, abbattendosi in particolare sugli alunni più fragili. L’organico di diritto conta 1.728 posti stabili per il sostegno. Le assegnazioni “in deroga” (aggiuntive e a tempo determinato) ammontano a ben 2.087,5 posti. Oltre il 54% della forza lavoro dedicata all’inclusione dipende quindi da adeguamenti annuali. Le nomine, intanto, procedono con una fretta logorante: il primo turno ha visto assegnazioni il 31 agosto con presa di servizio il 1° settembre, imponendo ai lavoratori tempi strettissimi per riorganizzare la propria vita familiare e professionale.
Personale ATA: meno iscritti ma più tagli
A chiudere il cerchio delle criticità è la gestione del personale Amministrativo, Tecnico e Ausiliario. La FLC CGIL Messina denuncia una sforbiciata nell’organico di fatto di 55 unità, passando da 460 a 405 posti nel Messinese (un taglio di quasi il 12%). Sebbene la provincia registri un calo demografico di 1.881 alunni in un anno, la flessione delle iscrizioni non riduce proporzionalmente le necessità pratiche: i plessi aperti vanno comunque sorvegliati, puliti e gestiti, mettendo a rischio la sicurezza e le attività pomeridiane. La vera verifica si terrà martedì prossimo al suono della campanella, quando le rassicurazioni burocratiche si scontreranno con la realtà dei fatti.








