
“Non ho mai creduto nei divieti assoluti, ma nella forza di una saggia regolamentazione sì. Gli studi clinici dimostrano che i minori affetti da dipendenza da social network necessitano di una progressiva rieducazione: nessuna inibizione totale, ma un percorso mirato all’uso consapevole del device.”

ROMA, 26 agosto 2026 – Messina, 26 agosto 2026 – “Si può fare! E in America hanno iniziato a capire che va fatto! Tutelare i giovanissimi dall’invasione dei social, dal delirio costante di aggiornamenti, post, reel e dal sovraffollamento di sollecitazioni sensoriali che li isolano, impedendo qualsiasi contatto con l’esterno, è ormai una priorità imprescindibile. Ci sono volute meno di due settimane di processo per convincere Meta a trovare un accordo con gli Stati Uniti d’America che prevede non solo il pagamento di un’enorme somma pari a 17 miliardi di dollari, ma soprattutto l’introduzione di strumenti concreti per limitare l’intrusione continua delle piattaforme nella vita dei giovani utenti. Si dà finalmente una regolamentazione a questa finta anarchia digitale che, dietro la scusa ufficiale dell’impossibilità di regolare gli accessi, ha finito per stravolgere l’esistenza dei giovanissimi”. Lo dice la senatrice Dafne Musolino, vice capogruppo al Senato di Italia Viva – Casa Riformista.
“Anche in assenza di un’ammissione formale di responsabilità giuridica, la portata di questo evento è innegabile e nessuno può fingere di non comprenderlo“, prosegue la senatrice. “Meta ha riconosciuto che limitare e regolamentare l’uso dei social per proteggere proattivamente i ragazzi è tecnicamente fattibile. Non ho mai creduto nei divieti assoluti, ma nella forza di una saggia regolamentazione sì. Gli studi clinici dimostrano che i minori affetti da dipendenza da social network necessitano di una progressiva rieducazione: nessuna inibizione totale, ma un percorso mirato all’uso consapevole del device. L’utente non deve essere suddito del proprio smartphone, ma un fruitore capace di trarne utilità senza abdicare alla propria libertà”.
“L’uomo ha creato la tecnologia, ma il pericolo moderno è che diventi schiavo della sua stessa invenzione. C’è ancora molta strada da percorrere, ma questo accordo trasforma ciò che ieri sembrava impossibile in un impegno concreto per cambiare le cose. Dobbiamo investire in strumenti di tutela avanzati per sbarrare la strada alla tecnocrazia: l’intelligenza artificiale e le piattaforme elettroniche devono restare rigorosamente al servizio dell’uomo e del suo libero arbitrio. Questa è una sfida di civiltà fondamentale, un cambio di paradigma su cui anche l’Italia e le istituzioni europee sono ora chiamate a intervenire con coraggio e senza ulteriori indugi“, conclude Musolino.








