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Università – Semestre filtro, la protesta degli studenti DSA: “Così si rischia di lasciare indietro migliaia di ragazzi”

- 11/08/2026

La riforma del semestre filtro accende il dibattito nelle università italiane, ma tra le preoccupazioni più forti emerge quella degli studenti con DSA, che chiedono tutele concrete e pari opportunità.

Il semestre filtro viene presentato come un sistema capace di rendere più meritocratico l’accesso ai corsi universitari, ma per molti studenti rischia di trasformarsi in un ostacolo aggiuntivo. La selezione concentrata nei primi mesi del percorso accademico, infatti, potrebbe avere un impatto particolarmente pesante su chi convive con disturbi specifici dell’apprendimento, come dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia.

Per gli studenti DSA il problema non è la valutazione in sé, ma il modo in cui viene costruita. Tempi serrati, forte pressione psicologica, prove concentrate e competizione immediata possono penalizzare chi ha bisogno di strumenti compensativi, misure dispensative e percorsi realmente inclusivi. La legge riconosce il diritto a tutele specifiche, ma il timore è che il semestre filtro renda queste garanzie insufficienti o difficili da applicare in modo uniforme.

«Il merito non può essere confuso con la velocità. Uno studente con DSA può raggiungere risultati eccellenti, ma spesso ha bisogno di modalità di valutazione adeguate alle proprie caratteristiche. Se il sistema non tiene conto di questo, la selezione rischia di diventare discriminatoria», sostiene Raffaele Costa, 19 anni, di Messina, impegnato nella politica studentesca e lui stesso studente con DSA.

Secondo Costa, il dibattito sul semestre filtro ha trascurato una questione fondamentale: l’uguaglianza delle condizioni di partenza. «Parlare di pari opportunità significa garantire che ogni studente possa dimostrare le proprie competenze senza essere penalizzato dalla propria condizione. I DSA non sono un privilegio da compensare, ma una realtà che l’università deve rispettare e tutelare».

Da questa convinzione nasce Next Gen SSU – Senato Studentesco Universitario, un progetto che punta a portare dentro gli organi universitari le problematiche degli studenti, con particolare attenzione ai DSA, alle disabilità e alle fragilità spesso ignorate nel dibattito pubblico.

L’obiettivo è creare una rappresentanza stabile capace di raccogliere segnalazioni, elaborare proposte e chiedere interventi concreti: tutor specializzati, applicazione uniforme delle misure previste dalla normativa, maggiore flessibilità nelle prove di valutazione, supporto psicologico e monitoraggio costante degli effetti del semestre filtro sugli studenti con bisogni educativi specifici.Il rischio, secondo i promotori dell’iniziativa, è che la riforma finisca per selezionare non solo il merito, ma anche la capacità di sostenere un modello di valutazione estremamente competitivo. E questo potrebbe colpire soprattutto gli studenti più vulnerabili.

«Non chiediamo corsie preferenziali», conclude Costa. «Chiediamo che nessuno venga lasciato indietro. L’università deve essere il luogo in cui ogni studente può esprimere il proprio potenziale, non un sistema che esclude chi ha bisogno di strumenti adeguati per dimostrarlo».

Con l’avvio del nuovo anno accademico, la questione degli studenti DSA potrebbe diventare uno dei punti centrali del confronto sulla riforma del semestre filtro. E la nascita di Next Gen SSU si candida a trasformare questa battaglia in una proposta politica e universitaria fondata su un principio semplice: il diritto allo studio deve valere davvero per tutti.