

A Messina il clima resta rovente sul fronte sindacale, nonostante il passo indietro sulle proteste di piazza.
Con una lettera ufficiale indirizzata al Presidente del Consiglio Comunale, le sigle UIL FP, CGIL FP, CSA e SILPOL hanno chiarito la propria posizione in merito alle frizioni con i vertici dell’Ente e, in particolare, con la Segretaria Generale.
Il rinvio dello sciopero, sottolineano i sindacati, è scaturito esclusivamente da un profondo senso di responsabilità verso la comunità messinese a seguito della recente tragedia che ha colpito la città. Un momento di dolore collettivo che, secondo i rappresentanti dei lavoratori, dovrebbe imporre scelte coerenti da parte delle istituzioni: da qui l’invito pressante a valutare la sospensione o il ridimensionamento dei festeggiamenti previsti per il mese di agosto.
Sul piano politico-amministrativo, però, la polemica non accenna a spegnersi. Pur raccogliendo l’invito al dialogo democratico lanciato dal Presidente del Consiglio, i sindacati denunciano gravi compromissioni dei principi di trasparenza e correttezza. Sotto accusa è finita la decisione della Segretaria Generale, la dottoressa Carrubba, di trasmettere una segnalazione alla Procura regionale della Corte dei Conti (ai sensi dell’art. 52 del D.Lgs. n. 174/2016) sulla contrattazione decentrata del 2023, senza averne dato preventiva informazione agli organi istituzionali e alle parti in causa.
La nota sindacale evidenzia inoltre un presunto cortocircuito istituzionale, facendo notare come in passato la stessa Segretaria avesse avallato e dato esecuzione ad atti sulla contrattazione decentrata analoghi a quelli oggi contestati. Provvedimenti che all’epoca furono gestiti insieme a Federico Basile, allora Direttore Generale e attuale Sindaco di Messina. Una circostanza che, secondo i firmatari, renderebbe doveroso un approfondimento all’insegna della coerenza e dell’imparzialità dell’azione amministrativa. Ritenendo che le misure adottate presentino evidenti profili di illegittimità, UIL FP, CGIL FP, CSA e SILPOL chiedono senza mezzi termini che l’intera procedura venga rinnovata nel pieno rispetto delle prerogative contrattuali.
Nel mirino è finita anche una comunicazione inviata dalla dottoressa Carrubba al Prefetto di Messina, la cui ricostruzione degli eventi è stata immediatamente contestata e respinta dalle organizzazioni sindacali.
Nonostante i toni accesi, la chiosa finale lascia aperto uno spiraglio istituzionale. I sindacati ribadiscono la propria disponibilità a un confronto franco e costruttivo, auspicando di ricevere presto un invito formale per dirimere le questioni aperte nell’interesse dei lavoratori e della cittadinanza, senza che il lutto cittadino venga strumentalizzato per limitare la legittima azione sindacale.








