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Centro Nemo Sud, rinviati a giudizio Vita e Fontana: il processo inizierà il 13 ottobre

- 09/07/2026

La decisione del gup Salvatore Pugliese nell’udienza preliminare sulla struttura del Policlinico chiusa nel 2021 tra le polemiche. Prescrizione per la Fondazione Aurora onlus. Archiviate le posizioni degli altri indagati

Si farà il processo per una parte della vicenda giudiziaria legata al Centro Nemo Sud del Policlinico “G. Martino” di Messina, la struttura specializzata nelle cure per le malattie neurologiche che per anni ha operato all’interno dell’azienda ospedaliera universitaria e che venne poi chiusa nel 2021 tra forti polemiche.

Il gup Salvatore Pugliese, al termine dell’udienza preliminare celebrata nell’aula al piano seminterrato del Palazzo di giustizia, ha disposto il rinvio a giudizio per l’ex direttore del Centro clinico, il professor Giuseppe Vita, e per Alberto Fontana, presidente della Fondazione Aurora onlus. L’ipotesi di reato rimasta in piedi è quella di corruzione in concorso.

Il processo inizierà il prossimo 13 ottobre. Il giudice ha quindi accolto la richiesta formulata dal pm Piero Vinci, titolare dell’inchiesta, dopo la modifica dell’imputazione depositata il 6 giugno scorso. Proprio per consentire alle difese di esaminare il nuovo quadro accusatorio, l’udienza era stata rinviata alla data di ieri.

Diversa la decisione per la Fondazione Aurora onlus, imputata come persona giuridica: per l’ente il giudice ha dichiarato la prescrizione dei reati contestati.

Nel procedimento il Policlinico “G. Martino” di Messina è costituito parte civile, rappresentato dallo studio del professor Grasso con l’avvocata Elisa Di Prima. Le difese sono affidate, tra gli altri, agli avvocati Bonni Candido, Elena Montalbano e Federico Triulzi.

Al centro dell’inchiesta c’è la natura del rapporto pubblico-privato attraverso cui il Centro Nemo Sud avrebbe operato all’interno del Policlinico. Secondo l’impostazione accusatoria, quella convenzione sarebbe stata irregolare e sarebbe stata comunque mantenuta nel tempo, dal 2012 fino al 2021, attraverso successive proroghe, prima della chiusura disposta nel giugno di quell’anno dall’allora rettore dell’Università di Messina, Salvatore Cuzzocrea.

Nel corso della precedente udienza del 6 giugno, Alberto Fontana aveva reso dichiarazioni spontanee, ripercorrendo la storia del Centro e sottolineando il servizio svolto negli anni in favore di numerosi pazienti affetti da patologie neurologiche complesse. Fontana aveva rivendicato il valore dell’attività portata avanti dal Nemo Sud, definendola un’esperienza riconosciuta anche oltre i confini nazionali.

La vicenda giudiziaria, intanto, si è già ridimensionata rispetto all’impianto iniziale dell’indagine. Per la maggior parte degli indagati originari è infatti intervenuta l’archiviazione, disposta dalla gip Ornella Pastore su richiesta della Procura.

Erano stati inizialmente coinvolti, oltre a Vita e Fontana, anche l’allora assessora regionale alla Salute Giovanna Volo, che all’epoca dei fatti era direttrice sanitaria dell’ospedale messinese; Giuseppe Laganga Senzio, ex direttore amministrativo del Policlinico; Mario Giovanni Melazzini, anche lui ex presidente della Fondazione Aurora onlus; Giuseppe Pecoraro, ex commissario straordinario del Policlinico; Paolina Reitano, ex direttrice sanitaria del Policlinico; Marco Restuccia, ex direttore generale del Policlinico; Michele Vullo, ex direttore amministrativo del Policlinico; e Gianluca Vita, figlio del professor Giuseppe Vita.

Per tutti loro la posizione è stata archiviata. Restano dunque davanti al giudice, per il vaglio dibattimentale, soltanto Giuseppe Vita e Alberto Fontana. Come sempre, il rinvio a giudizio non rappresenta una pronuncia di colpevolezza: sarà il processo a stabilire se l’ipotesi accusatoria troverà conferma oppure no.