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Delitto di Garlasco, atti a Milano: prende corpo l’ipotesi di revisione del processo per Alberto Stasi

- 07/05/2026

La Procura di Pavia chiude l’inchiesta su Andrea Sempio, accusato dell’omicidio di Chiara Poggi. I nuovi faldoni passano alla Procura generale milanese per valutare la riapertura formale del caso chiuso nel 2015.

La nuova e inattesa fase del caso Garlasco si apre con una mossa che potrebbe riscrivere la storia giudiziaria di uno dei delitti più complessi degli ultimi vent’anni. La Procura di Pavia ha notificato la chiusura delle indagini a carico di Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi, ma il vero punto di svolta si gioca sull’asse con Milano. Gli atti raccolti in oltre un anno di accertamenti sono in procinto di essere trasferiti alla Procura generale milanese. L’obiettivo è inequivocabile: mettere a disposizione dei magistrati tutto il materiale necessario per valutare una possibile richiesta di revisione del processo a carico di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni nel 2015 e attualmente in regime di semilibertà.

L’inchiesta su Andrea Sempio

Al centro del nuovo impianto accusatorio pavese c’è Sempio, oggi 38enne, all’epoca dei fatti (il 13 agosto 2007) appena diciannovenne e amico del fratello della vittima. L’accusa mossa nei suoi confronti è pesantissima: omicidio aggravato da motivi abietti e crudeltà. Con la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari, si apre l’iter che potrebbe portare a una richiesta di rinvio a giudizio per il trentottenne.

Verso Milano: l’ipotesi revisione del processo Stasi

La trasmissione del fascicolo ai magistrati milanesi è lo snodo cruciale dell’intera vicenda. La sinergia tra gli uffici era già stata definita lo scorso 24 aprile, durante un vertice tra la Procura di Pavia e la Procura generale di Milano. In quella sede è stato chiarito che lo studio delle nuove carte richiederà tempi fisiologicamente lunghi e un’analisi millimetrica prima di giungere a qualsiasi decisione formale. Se la Procura generale dovesse ritenere solidi i nuovi elementi e avanzare la richiesta di revisione, la competenza passerebbe alla Corte d’Appello di Brescia. Un passaggio che aprirebbe scenari inediti, con possibili e immediati sviluppi anche sull’esecuzione della pena e sulla posizione di Alberto Stasi.

La difesa di Sempio: «Accuse gravi, ma nessuna novità»

Sul fronte del nuovo indagato, la difesa fa muro e respinge l’offensiva. I legali di Sempio sottolineano che l’imputazione ricalca quanto già contestato in fase preliminare e invitano alla massima cautela nell’interpretazione degli atti. Gli avvocati stanno passando al setaccio il fascicolo, concentrandosi in particolare sui file audio e sulle intercettazioni ambientali, oltre che sui presunti indizi tecnici che per l’accusa cementerebbero il quadro indiziario. Per la difesa, al contrario, si tratta di elementi fraintendibili e ancora tutti da contestualizzare.

Nel frattempo, il lavoro investigativo non si ferma e prosegue l’incrocio di dati, consulenze e verifiche tecniche su elementi già acquisiti nel corso degli anni. Il nodo centrale, però, resta uno solo: capire se le nuove risultanze d’indagine avranno la forza giuridica per scardinare la verità processuale scolpita in via definitiva nove anni fa.