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Elezioni a Messina, il Tar Catania respinge la sospensiva: l’iter verso il voto prosegue

- 23/04/2026
giorgianni

La parola passa ai giudici in camera di consiglio: il 5 maggio l’udienza decisiva per l’eventuale stop al voto, il 26 il verdetto sui motivi aggiunti a urne già chiuse

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Niente da fare per chi puntava a frenare la corsa alle urne nel capoluogo peloritano. Il Tar di Catania ha respinto la nuova istanza cautelare monocratica presentata dagli avvocati Angelo Giorgianni e Paolo Starvaggi, dando di fatto il via libera alla prosecuzione della macchina elettorale.

Con un decreto depositato oggi, il presidente della Quinta Sezione, Agnese Anna Barone, ha rigettato la richiesta collegata ai motivi aggiunti depositati lo scorso 21 aprile da tre cittadini: Antonino Spampinato, Sebastiano Dibilio e Salvatore Bucceri. Al centro della contestazione c’era la nota con cui la Prefettura di Messina, il 25 marzo, aveva formalizzato le date dei comizi già stabilite dal decreto assessoriale n. 125.

La decisione del giudice amministrativo poggia su motivazioni chiare. I pregiudizi lamentati dai ricorrenti, si legge nel provvedimento, non raggiungono la soglia di “estrema gravità” richiesta dall’articolo 56 del codice del processo amministrativo per far scattare una tutela d’urgenza. Non solo: viene rilevata anche la mancanza di un “carattere diretto e personale” del presunto danno. In sostanza, nel delicato bilanciamento degli interessi in gioco, la posizione dei tre cittadini risulta “recessiva” rispetto all’interesse pubblico prevalente, ovvero il rinnovo degli organi elettivi della città.

La parola passa ora al collegio, in una partita giudiziaria che non è ancora del tutto chiusa ma che deve fare i conti con tempi strettissimi. Il prossimo 5 maggio il Tar tornerà a riunirsi in camera di consiglio per discutere la prima istanza cautelare, quella legata al ricorso introduttivo. Sarà l’ultimo snodo utile, la finestra finale per un eventuale stop prima che i messinesi si rechino fisicamente alle urne.

Sui motivi aggiunti al centro del decreto odierno, invece, il collegio si pronuncerà soltanto il 26 maggio, esattamente ventiquattr’ore dopo la chiusura dei seggi. Un calendario che rende la scadenza del 5 maggio il vero e proprio crocevia decisivo delle imminenti elezioni amministrative.

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