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Panico al Vomero: assalto in banca con ostaggi, poi la spettacolare fuga nelle fogne

- 17/04/2026
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Assalto da film al Credit Agricole: un commando in maschera sfonda la vetrina con un’auto e sequestra 25 persone. Ostaggi liberati illesi dopo le trattative, ma all’irruzione del Gis la filiale è vuota: i banditi, svaligiate le cassette di sicurezza, sono svaniti nel nulla attraverso un tunnel fognario scavato in precedenza.

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Una giornata di ordinaria follia a Napoli, che ha assunto rapidamente i contorni di un thriller metropolitano. Nel cuore del quartiere Vomero, la filiale del Credit Agricole di Piazza Medaglie d’Oro è stata il palcoscenico di un colpo audace e studiato in ogni minimo dettaglio: venticinque ostaggi sotto sequestro, un massiccio intervento delle forze dell’ordine e una fuga letteralmente inghiottita dal sottosuolo.

L’assalto è scattato in modo fulmineo e brutale un commando composto da quattro o forse cinque malviventi, i cui volti erano coperti da grottesche maschere di cartapesta raffiguranti celebri attori, ha fatto irruzione nella banca. In pochi istanti, sotto la minaccia delle armi, il gruppo ha preso il totale controllo della filiale radunando clienti, dipendenti e il direttore. “Ci hanno rinchiusi in una stanza”, racconterà poi uno dei testimoni una volta tratto in salvo, precisando però che i banditi, seppur armati, “non hanno usato violenza”.

Mentre all’esterno scattava la massima allerta, con i Carabinieri pronti a blindare e cinturare l’intera piazza, all’interno i rapinatori potevano lavorare al loro vero e lucroso obiettivo: lo scasso sistematico di centinaia di cassette di sicurezza, il cui bottino finale resta al momento incalcolabile. La gravità della situazione ha richiesto persino l’arrivo sul posto del procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri, nel tentativo di gestire una tesissima fase di trattativa.

L’impasse, durata oltre un’ora, si è sbloccata quando i militari dell’Arma, coadiuvati dai Vigili del Fuoco, sono riusciti a forzare l’ingresso e ad aprirsi un varco, permettendo la liberazione di tutti i prigionieri. Sei di loro, fortemente provati dalla prolungata tensione psicologica, sono stati immediatamente soccorsi dal personale del 118 per lievi stati di shock, ma fortunatamente nessuno ha riportato ferite.

Messa in sicurezza l’area civile, si attendeva solo la resa dei conti. Nel primo pomeriggio, le “teste di cuoio” del Gis (Gruppo di Intervento Speciale) giunte da Livorno hanno lanciato l’irruzione tattica nei locali dell’istituto, pronte a neutralizzare i sequestratori. Tuttavia, l’operazione ha rivelato un’amara sorpresa: la banca era completamente deserta.

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Sfruttando lo stallo creatosi e agendo con chirurgica freddezza, la banda si era dileguata svanendo attraverso un foro nel pavimento. Un varco, verosimilmente preparato e scavato con estrema cura già nelle notti precedenti, che ha garantito un accesso diretto e invisibile alla rete fognaria partenopea. Seguendo l’intricato labirinto dei cunicoli sotterranei, i malviventi potrebbero essersi mossi fino a raggiungere i binari della prospiciente stazione della Metropolitana, assicurandosi una via di fuga perfetta al riparo da sguardi e telecamere. Le indagini, ora supportate dai rilievi scientifici nel sottosuolo, procedono a ritmi serrati per dare un’identità ai protagonisti di un colpo che sembra uscito da una pellicola cinematografica.

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