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Messina, allarme colonnine elettriche: raffica di furti di cavi nella zona nord

- 14/04/2026
electric car on charging station dock point 2026 03 17 00 42 05 utc

Decine di postazioni fuori uso tra l’Annunziata e Sperone. La rabbia degli automobilisti sui social: «Servono controlli e ripristini immediati per salvare la mobilità sostenibile».

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Un’ondata di furti mirati sta mettendo in ginocchio la rete di ricarica per i veicoli elettrici nella zona nord di Messina. Negli ultimi giorni, le segnalazioni di cittadini e automobilisti si sono moltiplicate: nel mirino dei ladri ci sono i cavi delle colonnine, tranciati e portati via con blitz che lasciano le infrastrutture gravemente danneggiate e, di fatto, inservibili.

L’epicentro del fenomeno si concentra in particolare nei quartieri dell’Annunziata e di Sperone. Qui, secondo le denunce dei residenti, la maggior parte delle postazioni di ricarica risulta al momento fuori uso. Un danno materiale che si traduce in un disagio pratico immediato per un intero quadrante cittadino.

La questione va ben oltre l’atto vandalico in sé. La mobilità elettrica sta assumendo un peso sempre più centrale sul territorio e le colonnine prese di mira rappresentano ormai un servizio essenziale. Non solo per i residenti che hanno scelto l’elettrico, ma anche per il vasto bacino di pendolari e viaggiatori che quotidianamente transitano nell’area dello Stretto e necessitano di ricariche rapide e affidabili.

Di fronte al susseguirsi degli episodi, la frustrazione degli utenti si è rapidamente riversata sul web. Sui social network e nei principali gruppi cittadini si moltiplicano gli appelli per sollevare il caso. In molti chiedono di accendere i riflettori su un’emergenza che rischia di paralizzare l’efficienza della rete urbana, penalizzando chi cerca di muoversi in modo ecologico.

Il messaggio che arriva dai cittadini viaggia su un doppio binario. Da un lato, si sollecita un intervento tempestivo per la riparazione e il ripristino delle stazioni vandalizzate, così da restituire il servizio alla comunità nel minor tempo possibile. Dall’altro, si invocano misure di prevenzione strutturali: maggiori controlli e sistemi di sorveglianza nelle aree più a rischio, per blindare un’infrastruttura divenuta ormai fondamentale per il presente e il futuro della mobilità moderna.

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