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Scontro notturno via WhatsApp tra Meloni e La Vardera: al centro i fondi per la Sicilia e il “nodo” referendum

- 30/03/2026
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Il deputato regionale accusa: “Ritorsione del governo”. La replica della premier: “Vergognoso”. Poi l’affondo sulle alleanze nell’Isola.

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Un botta e risposta notturno, consumato a colpi di messaggi sullo smartphone, accende lo scontro istituzionale e politico tra Palazzo Chigi e l’Assemblea Regionale Siciliana. Protagonisti dell’insolito duello sono la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il deputato regionale siciliano di Controcorrente, Ismaele La Vardera. Al centro della bufera, l’impugnativa da parte del Consiglio dei Ministri di una legge vitale per l’Isola: lo stanziamento di 40,8 milioni di euro destinati ai ristori per i danni causati dal ciclone Harry dello scorso gennaio.

Il messaggio di mezzanotte e l’accusa di “ritorsione”

Tutto si innesca attorno alle 0:20 della notte. È lo stesso La Vardera a renderlo noto, pubblicando uno screenshot della chat sul suo profilo Facebook. La premier gli inoltra un video che il deputato aveva diffuso sabato, accompagnandolo con un commento tranchant: “La ritorsione??? Io veramente non ho parole. E ora che faccio quindi, mi metto a impugnare le leggi di quasi tutte le regioni italiane? Che modo vergognoso di fare politica. Il cambiamento…”.

L’irritazione della presidente del Consiglio nasce proprio dal contenuto di quel video, in cui La Vardera lanciava una pesante accusa: l’impugnativa del governo nazionale sui fondi siciliani sarebbe stata, a suo dire, una “sorta di ritorsione nei confronti di una regione che ha maggiormente votato no al referendum“. Nel suo appello social, il deputato aveva anche invitato il presidente della Regione, Renato Schifani, a recarsi insieme a lui a Roma per difendere le istanze dei siciliani.

La contro-replica: “Stacca la spina a Schifani”

La risposta del deputato non si è fatta attendere, trasformando la chat in un vero e proprio ring. “La mia è una critica politica assolutamente legittima, per altro condivisa, negli stessi identici modi e metodi da tutta l’opposizione“, ribatte La Vardera, ricordando alla premier i suoi trascorsi: “Hai dimenticato i toni che usavi quando eri all’opposizione? Non capisco le ragioni del disappunto. Il mio un modo vergognoso di fare politica? La tua maggioranza cosa sta combinando in Sicilia?“. Poi l’affondo diretto, che sposta l’asse dello scontro sugli equilibri del centrodestra: “Da semplice ragazzo di 32 anni, e non da politico, ti do un consiglio: hai usato la verga a Roma? Bene, non usare la bambagia per la Sicilia. Perché non dici ai tuoi di staccare la spina al Governo Schifani?”.

Il nodo tecnico dell’impugnativa

Al di là del rovente scontro dialettico, resta il dato amministrativo che ha innescato la miccia. Il blocco dei 40,8 milioni di euro da parte del Consiglio dei ministri non nasce, formalmente, da motivazioni politiche. Secondo Palazzo Chigi, infatti, alcune disposizioni della legge regionale sui ristori per il ciclone Harry (che ha flagellato l’Isola il 19, 20 e 21 gennaio scorsi) si pongono in netto contrasto con la normativa statale in materia di previdenza sociale e tutela della concorrenza, violando di fatto l’articolo 117 della Costituzione. Un ostacolo normativo che ora, alla luce della tensione emersa nelle ultime ore, rischia di esacerbare ulteriormente i rapporti tra Roma e Palermo.

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