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Fondi di coesione, la denuncia della Cgil: “Dalla Sicilia 200 milioni dirottati sulle spese militari”

- 27/03/2026
cgil

L’attacco del segretario generale Alfio Mannino al governo Schifani: “Sottratte risorse allo sviluppo per assecondare Roma. Dalle altre regioni solo 48 milioni”.

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Duecento milioni di euro destinati originariamente allo sviluppo del territorio e alla risoluzione delle emergenze dell’Isola, riallocati per finanziare progetti legati alla difesa e alle spese militari. È questa la pesante denuncia mossa dalla Cgil Sicilia, che punta il dito contro un accordo tra il governo nazionale e l’amministrazione regionale.

A far scoppiare la polemica sono i contenuti della revisione intermedia della politica di coesione presentata dal vicepresidente della Commissione Ue, Raffaele Fitto. Un’operazione che Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia, bolla senza mezzi termini come un fatto di inaudita gravità. “Vengono sottratte risorse allo sviluppo e alla soluzione dei problemi della nostra terra“, ha dichiarato il leader sindacale, chiamando a raccolta le opposizioni: “Le forze politiche che hanno a cuore gli interessi della Sicilia e dei siciliani si ribellino a un’operazione che mostra ancora una volta la subalternità di Schifani al governo nazionale e il suo disinteresse alle sorti dell’Isola”.

I numeri: la Sicilia paga quattro volte più delle altre regioni

Il nodo centrale della protesta non riguarda solo la natura della spesa, ma soprattutto la macroscopica sproporzione delle cifre. Stando a quanto riportato dal sindacato, l’impegno finanziario richiesto a Palermo è nettamente superiore a quello del resto del Paese.

Mentre le altre cinque regioni coinvolte rispondono ai desiderata del governo nazionale con poche risorse, riprogrammando complessivamente 48 milioni, dalla Sicilia, invece, arriva addirittura la quota più consistente“, fa notare Mannino. L’Isola si ritrova così a sborsare, da sola, una cifra pari a oltre quattro volte la somma messa sul tavolo dalle altre regioni sommate.

“Un allarme ignorato, ora la beffa”

La rabbia della Cgil si fonda anche su quelli che Mannino definisce tentativi di insabbiamento da parte delle istituzioni locali nei mesi scorsi. Il sindacato ricorda infatti di aver già sollevato il problema durante le proteste contro le politiche di riarmo, ricevendo da Palazzo d’Orléans rassicurazioni che oggi si rivelerebbero infondate.

Quando abbiamo protestato in piazza contro l’utilizzo di fondi europei per spese militari, dalla Regione ci è stato detto che non c’era niente di tutto questo e che stavamo lanciando allarmi ingiustificati“, incalza Mannino, evidenziando come le smentite di allora rendano oggi le dichiarazioni ufficiali inaffidabili. “Si dimostra che avevamo visto bene e lontano. La Sicilia, addirittura, è la regione che destina alla difesa maggiori risorse. Una beffa, uno schiaffo ai siciliani e ai loro bisogni. Una nuova dimostrazione dell’inadeguatezza di questo governo regionale, di fronte alla quale non si può restare in silenzio“.