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Messina, la mossa di Caruso: una frangia della DC sostiene Basile. Il ritorno di Scattareggia nell’orbita deluchiana

- 26/03/2026
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Il consigliere Caruso lancia la lista «Liberi e Forti» a sostegno di Basile, portando in dote un pezzo di scudo crociato. Tra le fila spicca l’ex assessore “ribelle”, pronto a riabbracciare il progetto deluchiano dopo un burrascoso addio.

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Il panorama politico messinese in vista delle elezioni amministrative si arricchisce di nuove alleanze e ritorni a sorpresa. Il consigliere comunale Giovanni Caruso ha ufficializzato il suo sostegno a Federico Basile attraverso la lista “Liberi e Forti”. La mossa, tuttavia, non comporta un addio formale alla Democrazia Cristiana, anzi: l’intento è quello di portare in dote al progetto di Basile un pezzo consistente dello scudo crociato cittadino.

Il ritorno all’ovile di Pippo Scattareggia

A spiccare in questa dinamica politica è senza dubbio il nome di Pippo Scattareggia, attuale segretario organizzativo della frangia DC che segue Caruso. La sua presenza segna un clamoroso riavvicinamento politico: ex assessore della giunta di Cateno De Luca, Scattareggia aveva lasciato l’incarico rassegnando le dimissioni e, metaforicamente, sbattendo la porta. Oggi, pur mantenendo la sua collocazione all’interno dello schieramento democristiano, compie un inaspettato ritorno “all’ovile”, rientrando nell’area per sostenere la candidatura di Basile.

Insieme a lui e a Caruso, la lista “Liberi e Forti” schiererà 22 candidati al consiglio comunale e una dozzina nelle varie Circoscrizioni. Tra i nomi figurano anche l’ex Sicilia Vera Helga Corrao, pronta a correre per il consiglio, e Giovanni Donato, attuale consigliere della sesta Circoscrizione.

Le motivazioni: “Sbagliato interrompere questa esperienza”

La decisione di appoggiare l’amministrazione uscente è stata motivata da Caruso durante una conferenza stampa al Palacultura, ponendo l’accento sui programmi e sulla continuità. “Abbiamo ragionato sui temi e abbiamo ritenuto che interrompere questa esperienza amministrativa potesse essere sbagliato”, ha dichiarato Caruso. Il consigliere si è detto certo di una “vittoria schiacciante”, prevedendo al contempo che questa tornata elettorale chiuderà una fase, essendo a suo dire “l’ultima volta in cui ci sarà un monocolore”.

La sfida interna alla Democrazia Cristiana

L’anomalia di una DC divisa nella sua struttura locale è stata affrontata apertamente. Caruso ha delineato la questione della rappresentatività del partito a Messina, lanciando un messaggio chiaro ai vertici e in particolare a Scurria.

Secondo il consigliere, il partito è a conoscenza della situazione locale, caratterizzata dall’assenza di una vera e propria segreteria comunale. I numeri rivendicati da Caruso descrivono un gruppo che si considera la spina dorsale del partito in città: un consigliere comunale, quattro di circoscrizione, il segretario organizzativo Scattareggia e circa 400 tesserati. “E sono quasi tutti qui: di quale Dc parliamo? Se la Dc per Scurria dev’essere una scatola vuota, che resti una scatola vuota”, ha incalzato Caruso, concludendo con un pronostico fiducioso sulle sorti della lista “Liberi e Forti”, destinata secondo le sue proiezioni a superare agevolmente lo sbarramento del 5%.