
Mentre si contano i danni del maltempo, cresce l’apprensione per lo sciame sismico. Hyerace e Leanza: «Subito un piano straordinario della Regione per scuole e ospedali»

MESSINA – Non c’è solo l’acqua e il fango del ciclone Harry. Mentre la provincia messinese è in ginocchio per il maltempo, sui Nebrodi si guarda la terra con apprensione per un’altra minaccia, silenziosa ma costante: lo sciame sismico che da giorni non dà tregua. Una “doppia emergenza” che rischia di mandare in tilt le amministrazioni locali, già stremate dalla gestione dell’allerta meteo rossa.
A lanciare l’allarme è il Partito Democratico messinese, che accende i riflettori sulla solitudine istituzionale dei primi cittadini. «Mentre si contano i danni e si auspicano interventi rapidi per le infrastrutture – dichiara Armando Hyerace, segretario provinciale dem – si affaccia un ulteriore elemento di criticità. I sindaci non possono essere lasciati soli». Il nodo è strutturale: i piccoli comuni dell’area nebroidea non hanno le spalle abbastanza larghe, né in termini di risorse tecniche né di personale, per gestire fasi prolungate di stress sismico, anche se di media entità.
Dalla denuncia alla proposta politica. La questione sbarcherà all’Ars con un intervento urgente dell’onorevole Calogero Leanza. La richiesta alla Regione Siciliana è netta: serve una regia unica e supporto immediato. Il piano dei dem si articola su tre punti chiave. Primo: l’invio di una task force di professionisti qualificati per verifiche a tappeto sugli edifici strategici, a partire da scuole e strutture sanitarie, per alleggerire i comuni dalle incombenze tecniche. Secondo: un coordinamento stabile tra Regione, Protezione Civile e Prefettura che non lasci spazio a improvvisazioni. Terzo: una comunicazione chiara, validata scientificamente dall’Ingv, per evitare il diffondersi di fake news che alimentano il panico.
«Informare e prevenire non significa creare allarmismo – precisa Leanza – ma rafforzare la fiducia tra istituzioni e cittadini, evitando vuoti comunicativi che generano insicurezza». La strategia dem punta anche al lungo periodo: aggiornamento dei piani di protezione civile (spesso fermi nei cassetti) e monitoraggio sistematico del patrimonio pubblico. Il messaggio che arriva da Messina è un appello alla prevenzione strutturale: prima che la terra tremi più forte, lo Stato deve battere un colpo.










