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Spadafora, il sindaco Pistone sul PUG: «Nessun blitz, atto imposto dalla Regione. Carulli denunci le speculazioni in Procura»

- 15/01/2026
pistone consiglieri giunta

Il primo cittadino replica alla vicepresidente del Consiglio: «Delibera del 24 dicembre necessaria per evitare il commissariamento. Se ha notizie di reati, non faccia comunicati ma vada dai magistrati»

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Spadafora, 13 Gennaio 2026 – Non un colpo di mano natalizio, ma un adempimento burocratico indifferibile per evitare il commissariamento dell’Ente. Il sindaco di Spadafora, Lillo Pistone, replica così alla vicepresidente del Consiglio Comunale Mara Carulli, che aveva bollato come “discutibile” la tempistica della delibera sul Piano Urbanistico Generale (PUG) approvata lo scorso 24 dicembre.

«Dispiace rovinare la narrazione del blitz, ma la realtà è ben più prosaica», spiega Pistone. Alla base dell’accelerazione c’è un dato amministrativo incontrovertibile: la nota protocollo 18364 del 28 novembre 2025 con cui la Regione Siciliana ha diffidato i Comuni inadempienti, imponendo l’avvio immediato delle procedure per il PUG pena l’esercizio dei poteri sostitutivi. «Il 24 dicembre – chiarisce il sindaco – uffici e amministrazione non erano impegnati a scartare regali per costruttori, ma a rispondere a un obbligo di legge. Un lavoro per il quale ringrazio dirigenti e segretaria comunale».

Il sindaco respinge poi con fermezza le allusioni della consigliera relative a presunte «feroci speculazioni edilizie» e alla necessità di istituire nuovi presidi di legalità. «Il Comune è per definizione il primo presidio di legalità», taglia corto Pistone, che lancia una sfida politica e giudiziaria all’esponente d’opposizione: «Se la vicepresidente ha notizia concreta di reati o manovre speculative, la esortiamo a recarsi immediatamente in Procura per sporgere formale denuncia, invece di limitarsi alla produzione di letteratura creativa o a lanciare accuse nel mucchio senza prove».

«Questa amministrazione – conclude Pistone – ha sempre operato alla luce del sole, e la stessa presenza della Carulli alla vicepresidenza del Consiglio, ruolo di garanzia concesso a un’opposizione, ne è la prova. Invito la consigliera a continuare la sua legittima attività di controllo, ma leggendo con più attenzione gli atti amministrativi prima di gridare allo scandalo».

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