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Ponte sullo Stretto, l’allarme del Cas: “Servono 30 milioni per l’A20 o non reggerà l’urto dei cantieri”

- 03/04/2026
consorzio autostrade siciliane sede

Il Consorzio autostradale chiede alla società Stretto di Messina un piano di manutenzione straordinaria in vista dell’avvio dei lavori previsto per fine anno. Sotto la lente nove opere tra viadotti e gallerie.

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MESSINA – Il conto alla rovescia per il Ponte sullo Stretto sta per iniziare e il nodo delle infrastrutture collaterali viene al pettine. L’apertura dei primi cantieri è fissata entro l’ultimo trimestre di quest’anno, una tempistica confermata dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini nel corso del suo recente intervento a Messina. Ma se il Governo accelera, il territorio si attrezza per affrontare un impatto logistico che si preannuncia massiccio.

In prima linea c’è il Consorzio per le autostrade siciliane (Cas), che ha bussato alla porta della società Stretto di Messina con una richiesta precisa: serve un piano urgente di manutenzione ordinaria e straordinaria per la rete viaria interessata.

L’apertura dei cantieri porterà un drastico incremento dei flussi di traffico, in particolare di mezzi pesanti, sulle tratte prossime alle aree di lavoro. Una pressione che rischia di mettere in ginocchio un’infrastruttura già fondamentale per la mobilità dell’Isola e che, come aveva già denunciato il Cas nei mesi scorsi lanciando un vero e proprio allarme, allo stato attuale non sarebbe in grado di supportare il peso della futura opera.

Per scongiurare il collasso, il Consorzio ha messo nero su bianco una stima degli interventi necessari: servono circa 30 milioni di euro. I fondi andrebbero concentrati sull’A20 Messina-Palermo, l’asse strategico nevralgico che collega la fascia tirrenica al capoluogo peloritano.

I lavori richiesti: focus su viadotti e gallerie

Il piano di messa in sicurezza non guarda all’intera tratta, ma punta a blindare i punti più critici e sollecitati del tracciato. Nel dettaglio, le opere di manutenzione richieste riguardano:

  • Cinque viadotti: Pietra, Trapani, Natoli, San Michele e Cardillo.
  • Quattro gallerie: Telegrafo, San Biagio, Scianina e Tracoccia.

Il doppio obiettivo

La ratio della richiesta del Cas viaggia su due binari paralleli. Da un lato c’è l’esigenza immediata di ripristinare e assicurare standard adeguati di sicurezza e funzionalità per gli attuali utenti dell’autostrada (cosa che fa inquietare e procura preoccupazioni sul presente). Dall’altro, c’è la necessità strategica di “corazzare” la rete per sostenerne l’impatto a lungo termine, preparandola ad assorbire sia lo stress della fase di cantierizzazione, sia i volumi di traffico a regime generati dal futuro collegamento stabile tra Sicilia e Calabria.

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