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Scontro sul “Dopo di noi” a Messina: De Luca attacca, Cardile difende la dignità di padre

- 17/03/2026
cardile copia

La richiesta di chiarimenti su un centro di assistenza per disabili si trasforma in un aspro scontro. L’ex presidente del Consiglio comunale respinge le accuse: “Ho lasciato la politica nel 2022 per dedicarmi a mio figlio”.

Tutto nasce dalla più comprensibile delle preoccupazioni: il futuro dei propri figli. Domenica scorsa, i rappresentanti di quattro associazioni di genitori di ragazzi “speciali” si sono riuniti in conferenza stampa all’ingresso della ex Città del Ragazzo di Messina. L’obiettivo era chiaro e trasparente: chiedere alle istituzioni aggiornamenti sullo stato dei lavori del progetto “Dopo di noi”, una struttura fondamentale per garantire assistenza a chi affronta l’autismo una volta venuto meno il supporto familiare.

Tra i genitori presenti c’era anche Claudio Cardile, ex consigliere e presidente del Consiglio comunale proprio durante l’amministrazione De Luca, ritiratosi definitivamente a vita privata nel 2022 per dedicare il proprio tempo e le proprie energie alle necessità del figlio.

L’attacco via social

La pubblicazione di una fotografia dell’incontro sulle pagine della Gazzetta del Sud ha innescato una reazione inaspettata. Cateno De Luca, attraverso le sue consuete dirette, ha sferrato un duro e vile attacco all’indirizzo dell’ex presidente del Consiglio Comunale di Messina, accusandolo senza mezzi termini di voler strumentalizzare politicamente la figura del figlio. Un affondo che ha trascinato una legittima istanza sociale all’interno di un ring politico.

La dura replica: “Io so cos’è la dignità”

La risposta di Cardile non si è fatta attendere, affidata a parole cariche di amarezza, ma soprattutto di forte orgoglio genitoriale, rispedendo al mittente ogni accusa.

Caro On. Cateno De Luca”, ha dichiarato Cardile, “mi hanno riferito che sarei stato oggetto di una delle tue dirette, in quanto reo, a tuo dire, di avere strumentalizzato a fini politici una vicenda relativa al ‘Dopo di noi’. Devo pertanto chiederti: quale sarebbe il mio fine politico? Nel caso in cui ti fosse sfuggito ho rinunciato nel 2022 a proseguire la mia carriera politica (non mi candidai allora, né mi candiderò ora), proprio per dedicare più tempo ad un ragazzo speciale. Come potrei mai strumentalizzare mio figlio?“.

La chiosa finale smaschera l’ennesima pessima caduta di stile e richiama ai valori primari: “Dovresti solo vergognarti! Ma tu non sai cosa sia la vergogna! Io so, però, cos’è la dignità, di padre e di uomo! Buon prosieguo di vita!”.

I diritti oltre le fazioni

L’episodio lascia una ferita aperta nel dibattito pubblico cittadino. Derubricare a “strumentalizzazione” l’ansia e l’esasperazione di un padre per il futuro del figlio rappresenta una vertiginosa caduta di stile politica, istituzionale e umana. Resta un grave interrogativo di fondo, sollevato in queste ore dalle tante famiglie coinvolte: a Messina è ancora lecito, per dei genitori preoccupati, chiedere lo stato dell’arte di una struttura sociosanitaria così cruciale senza dover subire ritorsioni o finire nel tritacarne della polemica politica?

Il cantiere del Dopo di Noi come si presentava questa mattina
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