
Bicchieri, Ferrera, Feliciotto “Pronti allo stato di agitazione e alla denuncia per condotta antisindacale”

Messina, 25.2.2026 – “Una scelta unilaterale, discriminatoria e priva di confronto”. La CISL FP Messina a muso duro contro il management dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico “G. Martino” in merito alla gestione delle stabilizzazioni del personale precario. Sotto la lente del sindacato la deliberazione n. 383 del 18 febbraio scorso, con cui l’Azienda ha deciso di stabilizzare solo una parte del personale, applicando in modo rigido e arbitrario il limite del 50% per ogni singolo profilo professionale. Una “restrizione selettiva” che, secondo la CISL FP, non solo interpreterebbe male la legge nazionale, ma calpesterebbe le speranze di decine di lavoratori rimasti fuori. “L’Azienda ha trasformato un’opportunità di stabilità in un’operazione parziale e discrezionale” – denunciano il segretario generale Giocanna Bicchieri, il segretario aziendale Nino Ferrera e il responsabile del dipartimento Salvatore Feliciotto. “Restano esclusi lavoratori che da anni garantiscono servizi essenziali, come gli autisti, consolidando un abuso di precariato che non siamo più disposti a tollerare in un contesto di cronica carenza di organico”.
Ma la contestazione non è solo nel merito, bensì nel metodo. L’amministrazione, secondo la Cisl Fp, avrebbe infatti proceduto all’approvazione del Piano del Fabbisogno di Personale senza attivare alcuna informazione né confronto con i sindacati, violando apertamente il Contratto Collettivo Nazionale.
“Siamo di fronte a una precisa opzione politica che mortifica il ruolo delle parti sociali” – continua il sindacato. “L’esclusione delle organizzazioni sindacali da scelte così delicate altera l’equilibrio democratico e danneggia i lavoratori”.
La CISL FP ha quindi formalmente diffidato l’Amministrazione a procedere all’immediata rettifica della delibera, provvedendo a una rideterminazione delle percentuali che rispetti finalmente la normativa nazionale e le indicazioni regionali, garantendo contestualmente la convocazione del sindacato entro cinque giorni per l’attivazione del confronto obbligatorio previsto dal contratto.
In assenza di risposte concrete, la CISL FP ricorrerà al Giudice del Lavoro per condotta antisindacale, con relativa segnalazione alla Corte dei Conti per potenziale danno erariale. Pronti anche allo stato di agitazione di tutto il personale.








