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Scottante ZANKLON – Il paradosso di Messina: trentamila case vuote e la corsa al mattone di Stato

- 19/11/2025
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Il Consiglio dice sì al progetto di Minissale e stoppa quello in centro, ma in aula pesa l’atto d’accusa del Dem Alessandro Russo

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A Palazzo Zanca va in scena la solita commedia degli equivoci, quella in cui la politica si conta, si sconta e infine si perde dietro la logica dei numeri. Ieri erano in venticinque, poi in sedici, infine in tredici: il numero legale che salta è il sipario che cala impietoso su un Consiglio che non sa decidere, o forse non vuole. Si balla intorno ai 37 milioni del Pnrr, il nuovo vitello d’oro che promette studentati e dispensa illusioni, mentre fuori l’aula la città reale fa i conti con un mercato immobiliare impazzito.

Alla fine, tra rinvii e assenze strategiche che sanno di vecchia tattica democristiana, il verdetto è schizofrenico. Lo studentato “Centro” viene bocciato senza appello: maggioranza e opposizione si riscoprono unite nel dire “no”, con undici voti contrari e la sola, prudente astensione del consigliere Caruso. Ma basta girare pagina, o meglio delibera, ed ecco che per il progetto “Policlinico” – quello che necessita di una deroga per un metro e trenta di altezza in più – la musica cambia. I tre gruppi fedeli al sindaco Basile serrano i ranghi, Caruso ritrova la favella del “sì” (nonostante un intoppo tecnico che non ne oscura l’intento), e il cemento a Minissale ottiene il via libera. Nove favorevoli, quattro astenuti, quattro contrari. Passa l’opera, e passa pure l’immediata esecutività.

a13075 cartelli vendesi affittasi

In questo teatro dell’assurdo, dove si approva a destra ciò che si nega a sinistra, si è levata però una voce fuori dal coro, quella di Alessandro Russo. Il consigliere Dem ha avuto l’ardire di spalancare la finestra e guardare cosa c’è oltre il cortile del Municipio. E ciò che ha visto è una cifra che dovrebbe togliere il sonno a qualsiasi amministratore degno di questo nome: trentamila.

Trentamila sono gli alloggi sfitti a Messina. Un’enormità. Una città morta dentro la città viva. Mentre ci si affanna a consumare suolo per costruire nuovi dormitori con un vincolo di destinazione ridicolo – appena dodici anni, un battito di ciglia per l’urbanistica –, Russo ha messo il dito nella piaga: perché non si lavora sul recupero? Perché questa Amministrazione non ha avuto la lungimiranza di intestarsi una regia politica per convertire lo sfitto, invece di regalare alla ditta Zanklon altro cemento?

Il ragionamento di Russo è di una logica stringente, e forse per questo fastidiosa. Il mercato degli affitti è “drogato”. Si chiedono fino a 400 euro per una stanza, cifre che gli studenti foraggiati dalle famiglie possono forse pagare, ma che tagliano le gambe ai residenti, alle giovani coppie, ai nuovi poveri che cercano un tetto e trovano solo porte chiuse in attesa del locatario universitario. Si costruisce per un’emergenza creata artificialmente, ignorando l’emergenza vera delle famiglie messinesi.

Dai banchi dell’opposizione, anche La Fauci ha provato a far notare la contraddizione: perché i pretoriani di Basile votano sì al Policlinico se i problemi di costi e gestione sono identici agli altri progetti bocciati? Domanda retorica. La politica ha le sue ragioni che la ragione non conosce.

Resta ora l’incognita del “Palazzo Archimede”, il gigante più discusso, il cui destino è rimandato a giovedì prossimo. Ma l’impressione è che si stia giocando una partita a scacchi dove i pedoni sono i cittadini. “Ognuno si deve prendere le proprie responsabilità”, tuonano La Fauci e Caruso contro gli assenti. Giusto. Ma la responsabilità più grande sarebbe quella di capire che una città con trentamila case vuote non ha bisogno di nuovi palazzi, ma di nuove idee.

consigliere la fauci
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1 Comment
    ettore

    Ognuno di noi ha avuto in famiglia o nelle sue amicizie qualche personaggio che la sa meglio degli altri. Infatti questo è il caso der Fandonia, un personaggio bazzicante la stazione termini e dintorni. Un giorno mi raccontò di come, durante il mitico concerto di Madonna a Roma, aggirandosi nei pressi del motovan della cantante, ad un certo punto Ella comparve sulla soglia , fumando una sigaretta prima dello spettacolo. Accorgendosi der Fandonia che si aggirava in quei pressi, ammiccando platealmente lo invitò ad entrare nel motorvan. E da lì nacque la ormai famosa leggenda der Fandonia che s ingroppò Madonna. Voi conoscete sicuramente er Fandonia in politica!!!!

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