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ATM, tutta la verità dei Sindacati: “Un festival di autoincensamento”. Ecco punto per punto le accuse

- 17/09/2025
atm

Applausi ai vertici, tagli ai cittadini: tutta la verità dei lavoratori sulla “grande famiglia” ATM.

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Mentre a Palazzo Zanca andava in scena la celebrazione per i cinque anni della nuova ATM S.p.A., tra targhe commemorative e complimenti incrociati, i sindacati Orsa, Faisa Cisal e Fit Cisl hanno diffuso una durissima nota stampa che smonta pezzo per pezzo la narrazione ufficiale. L’evento viene bollato senza mezzi termini come “il festival dell’autoincensamento”, un’occasione in cui “presidenti hanno premiato ex presidenti” della stessa filiera politica, in una “narrazione unilaterale di efficienza” e in “totale assenza di contraddittorio”. Una festa descritta come una “bolla ermetica studiata per mettere il bavaglio preventivo alla voce del dissenso”.

Fiumi di denaro pubblico e spese contestate

Grillo Campagna ATM

Il cuore della critica sindacale riguarda la gestione finanziaria dell’azienda, definita la “partecipata più sovvenzionata della città”. I sindacati ricordano la dotazione iniziale di 4 milioni di euro di capitale sociale, una cifra sproporzionata rispetto ai 350.000 euro destinati alla “cugina” Messina Servizi Bene Comune. A questi si aggiungono i fondi del PNRR e di altri canali governativi. Per le sigle sindacali, il potenziamento della flotta non è merito di “presunti maghi del marketing”, ma il semplice risultato di “tanto denaro pubblico (troppo) concentrato nelle mani di alcuni che, vista l’abbondanza, hanno saputo spenderli anche male”.

La nota elenca una serie di gravi capitoli di spesa e criticità gestionali:

  • Bonus e Carriere Facili: Si denunciano “bonus di 10.000 euro costantemente distribuiti a determinati dipendenti” per meriti sconosciuti e “ulteriori bonus di circa 4.000 euro per tutoraggi formativi effettuati solo sulla carta”. A questo si aggiungono “carriere veloci cucite addosso a soggetti notoriamente vicini ai vertici”.
  • Ammanchi e Sanzioni: Vengono citati “ammanchi di cassa rimasti irrisolti” e la pesante multa di 100.000 euro inflitta dal Garante per la Privacy, somma accantonata a bilancio e pagata di fatto dai cittadini.
  • Contenziosi e Progetti Falliti: Si punta il dito sulle ingenti spese legali per cause perse contro i dipendenti e sulla “spesa sconsiderata destinata al malriuscito revamping delle vetture tranviarie”, dismesse dopo pochi mesi di servizio.
  • Ricorso agli Interinali: L’accusa più pesante riguarda il trasferimento di “circa 6 milioni di euro in casse private” per assumere autisti tramite agenzie di somministrazione. Una scelta che i sindacati ritengono più costosa rispetto ad assunzioni stabili, necessarie per risolvere la “cronica carenza di organico” che causa la soppressione delle corse. Viene ricordato con sarcasmo come un tempo questa stessa gestione descrivesse le agenzie interinali come “IL BANCOMAT DELLA POLITICA”.

“Una famiglia di separati in casa”: clima aziendale e diritti negati

L’immagine della “Grande Famiglia di ATM” promossa durante i festeggiamenti viene definita una finzione. I sindacati parlano di una realtà di “separati in casa”, dove la direzione “usa confrontarsi unicamente con due delle sei sigle sindacali presenti”, ignorando le organizzazioni che rappresentano la maggioranza dei lavoratori.

Il clima interno viene descritto come un’“atmosfera da Gestapo”, dove vige un sistema di ricompense e punizioni: “promozioni ampiamente programmate per chi si rende disponibile al compromesso e occulte rappresaglie riservate a chi ha il coraggio di dissentire”.

La nota dà voce al disagio di specifiche categorie di lavoratori:

  • Gli Autisti: “Sistematicamente negato il diritto alle ferie, costretti allo straordinario programmato d’ufficio, giornalmente raggiunti da provvedimenti disciplinari, da richieste di risarcimento con messa in mora e spostamenti punitivi della zona di lavoro”.
  • I Fruitori della Legge 104: Lavoratori che, per assistere familiari disabili, “devono rinunciare a parte del premio di produzione”.
  • I Giovani Manutentori: “Relegati, sine die, in servizi notturni per la pulizia dei bus”.
  • L’Area Mobilità: Personale costretto al “giornaliero cambio di mansione” mentre l’azienda opera per privatizzare tutti i servizi accessori: officine, verifica, ZTL e rimozione forzata.

Il Servizio ai Cittadini: tra corse soppresse e “Logiche Ciniche”

L’impatto di questa gestione, secondo i sindacati, ricade direttamente sui cittadini. La carenza di personale, gestita con costose esternalizzazioni anziché con assunzioni, porta alla “soppressione delle corse del servizio pubblico”.

Ma non solo. La nota svela quelli che definisce “accordi cinici”: l’azienda premierebbe i dipendenti “che fanno più multe alla cittadinanza” o “che agganciano più automobili con il carro attrezzi”. Quando gli incassi calano, si ricorrerebbe a ditte private “più efficienti” per attuare una “vera e propria caccia sconsiderata al trasgressore con tolleranza zero”.

La denuncia si chiude con una domanda retorica e amara: “ma quando la dirigenza aziendale sopprime corse del servizio essenziale per incapacità organizzativa… nessuno paga!!!”.

La Risposta: verso la mobilitazione generale

Pur avendo evitato di protestare durante l’evento “per senso di responsabilità”, i sindacati avvertono che la fase del dialogo è superata. Al festival dell’autocelebrazione risponderanno con “azioni di protesta, ormai inevitabili”. La strategia sarà decisa durante un’assemblea dei lavoratori a cui saranno invitate anche le associazioni dei consumatori e i rappresentanti dell’utenza. Loro, concludono i sindacati, “hanno titolo, loro sì, a quantificare se l’efficienza del servizio reso corrisponde al patrimonio pubblico investito”. Un chiaro segnale che la festa è finita e la vertenza è appena iniziata.

de luca atm
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LA NOTA INTEGRALE

5 ANNI DI ATM – IL FESTIVAL DELL’AUTOINCENSAMENTO
Presidenti che hanno premiato ex presidenti della stessa azienda, nonché nominati dalla medesima fonte politica. Narrazione unilaterale di efficienza e di presunto cambiamento in totale assenza di contraddittorio, ma, i fatti certificati raccontano una realtà diversa dalla descrizione paradisiaca dell’azienda “fiore all’occhiello” che ieri si è consumata a Palazzo Zanca.
Mentre il vertice politico/aziendale si esibiva nell’autoincensamento al cospetto di una platea preventivamente selezionata, l’utenza segnalava alla stampa locale le corse bus costantemente soppresse, nonostante la mole di soldi pubblici gestiti dalla partecipata più sovvenzionata della città. Solo per portare un esempio emblematico, la ATM S.p.A., originariamente affidata alla gestione di Giuseppe Campagna, fu dotata di un capitale sociale di 4 milioni di euro (soldi pubblici), mentre alla “cugina” Messina Servizi Bene Comune furono destinati solo 350.000 euro. Se si sommano i soldi giunti in ATM dal Governo centrale, PNRR e similari, si evince che il potenziamento della flotta Bus in forza alla nuova ATM non è merito di presunti maghi del marketing ma il risultato di tanto denaro pubblico
(troppo) concentrato nelle mani di alcuni che, vista l’abbondanza, hanno saputo spenderli anche male.
Basti pensare ai Bonus di 10.000 euro costantemente distribuiti a determinati dipendenti individuati a giudizio insindacabile dell’azienda per meriti che non è dato sapere, ai recenti ulteriori bonus di circa 4.000 euro per tutoraggi formativi effettuati solo sulla carta, alle carriere veloci cucite addosso a soggetti notoriamente vicini, a vario titolo, ai vertici aziendali attuali e passati, agli ammanchi di cassa rimasti irrisolti, alle multe inflitte dal Garante per la Privacy (100.000 euro accantonati nell’ultimo bilancio ATM), alle spese legali per contenziosi persi dall’azienda contro i dipendenti, soldi che sborsano i cittadini in luogo della dirigenza aziendale, protetta da uno scudo di impunità interna
nonostante il susseguirsi di errori pacchiani e personalizzazione delle regole certificata dalle sentenze del Tribunale. Per non parlare della spesa sconsiderata destinata al malriuscito revamping delle vetture tranviarie dismesse dopo pochi mesi e del recente trasferimento di soldi pubblici in casse private, circa 6 milioni di euro, per assumere Autisti con contratto di somministrazione attraverso agenzie interinali, invece di programmare le più economiche e produttive assunzioni a tempo indeterminato e sopperire definitivamente alla cronica carenza di organico che costringe l’azienda a sopprimere le corse del servizio pubblico che dovrebbe essere giornalmente erogato nella sua interezza. Insomma, mentre ieri si consumavano abbracci, vicendevoli complimenti e scambi di targhe commemorative fra compagni della stessa squadra, l’utenza pagante segnalava disservizi e la maggioranza dei lavoratori (quelli esclusi dalla spedizione riservata a un gruppo di dipendenti accuratamente selezionati ed esentati dal servizio per applaudire a comando al Salone delle Bandiere) ha chiesto a gran voce a questi
sindacati di rendere nota la loro verità. Non vogliamo guastare la festa a nessuno ma abbiamo il dovere di rappresentare la posizione fortemente critica dei nostri associati che, nel totale, rappresentano la stragrande maggioranza dei dipendenti sindacalizzati. Il nostro intervento si rende necessario per evitare che la narrazione unilaterale dei vertici aziendali possa oscurare scientemente il disagio patito
dell’utenza e l’atmosfera di scontro che vige in questa azienda a causa di una gestione autoritaria nel rapporto con i lavoratori e per recenti iniziative privatizzanti che stridono fortemente con i principi di rilancio a totale gestione pubblica sottoscritti convintamente, anche da queste OO.SS., durante la
sindacatura di Cateno De Luca per superare l’abnorme debito aziendale attraverso la trasformazione in S.p.A. della vecchia ATM azienda speciale.
La celebrazione di 5 anni della nuova ATM è stata organizzata all’interno di una bolla ermetica studiata per mettere il bavaglio preventivo alla voce del dissenso. La grande “Grande Famiglia di ATM”, per essere credibile, doveva essere descritta anche dal fronte sindacale, dagli autisti ai quali viene sistematicamente negato il diritto alla ferie, costretti allo straordinario programmato d’ufficio, giornalmente raggiunti da provvedimenti disciplinari, da richieste di risarcimento con messa in mora e spostamenti punitivi della zona di lavoro. Dai lavoratori fruitori delle Legge 104 che per assistere i familiari disabili devono rinunciare a parte del premio di produzione. Dai giovani manutentori relegati, sine die, in servizi notturni per la pulizia dei bus. Dai lavoratori dell’area mobilità costretti al giornaliero cambio di mansione mentre l’azienda sta operando per privatizzare tutti i servizi accessori: officine, verifica, ZTL, rimozione forzata, manutenzione… senza dimenticare il ritorno delle agenzia interinali private che una volta questa stessa gestione descriveva come “IL BANCOMAT DELLA POLITICA”.
In realtà ATM è una famiglia di separati in casa, la direzione aziendale usa confrontarsi unicamente con due delle sei sigle sindacali presenti in azienda, ignorando che le restanti Organizzazioni rappresentano la maggioranza dei dipendenti che, certamente, non si sentono parte di questa idilliaca famiglia
aziendale ove, nella realtà di tutti i giorni, si registrano promozioni ampiamente programmate per chi si rende disponibile al compromessi e occulte rappresaglie riservate a chi ha il coraggio di dissentire.
Quando la dirigenza aziendale sale sul palco per descrivere il “cambiamento” gradito ai messinesi, dovrebbe esibire all’utenza gli accordi cinici con cui si premiano i dipendenti che fanno più multe alla cittadinanza, quelli che agganciano più automobili con il carroattrezzi… e quando gli incassi registrano una flessione si opera sottobanco per trasferire parte di questi servizi ai privati più “efficienti” che alzano il budget delle sanzioni attraverso una vera e propria caccia sconsiderata al trasgressore con tolleranza zero; ma quando la dirigenza aziendale sopprime corse del servizio essenziale per incapacità organizzativa… nessuno paga!!!
Non vogliamo guastare la festa a nessuno e abbiamo evitato responsabilmente di organizzare manifestazioni di protesta durante l’evento organizzato dall’azienda ma al contempo è nostro preciso dovere tutelare la massa di lavoratori esclusi dai vari cerchi magici che sono i veri protagonisti della continuità del servizio, nonostante l’atmosfera da Gestapo in cui sono costretti a lavorare. Al festival
dell’autoincensamento a cui si è assistito ieri risponderemo con azioni di protesta, ormai inevitabili, che saranno decise durante l’assemblea dei lavoratori liberi da compromessi, ove saranno invitate anche le associazioni dei consumatori e i rappresentanti dell’utenza che hanno titolo, loro si, a quantificare se
l’efficienza del servizio reso corrisponde al patrimonio pubblico investito.

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