
Strade invase dal fango. Pro loco, da anni chiediamo interventi. Musolino diceva ad aprile: “Se la reazione dell’esecutivo consiste nella nomina di Schifani a commissario sei mesi dopo il disastro, a Stromboli hanno di che preoccuparsi”
Fiumi d’acqua e una enorme massa di detriti portati dai torrenti gonfi di pioggia e straripati hanno invaso per l’ennesima volta le strade di Stromboli: l’isola, già duramente colpita da una alluvione nell’agosto del 2022, è di nuovo in ginocchio.
“E’ esattamente quello che ci attendevamo e che, ormai da anni, denunciamo sarebbe accaduto visto che nessuna manutenzione è stata fatta sui corsi d’acqua, e nessun intervento è stato realizzato sul territorio”, dice Rosa Oliva, presidente della Pro-loco dell’isola.
Le piogge battenti delle ultime ore hanno causato allagamenti e reso impraticabili le strade. E la conta dei danni non è ancora cominciata.
“Dopo l’incendio del 2022 e la alluvione dell’estate – spiega Oliva – è stato un susseguirsi di calamità. Nonostante i nostri appelli nessuna istituzione si è occupata del territorio. Tra rinvii, burocrazie e scaricabarili vari siamo al punto di partenza”.

Ma la Oliva dimentica le prese prese di posizione e le interrogazioni della senatrice messinese Dafne Musolino, le interlocuzioni e le disponibilità. Così come dimentica che Schifani, nominato commissario dal Ministro Musumeci non ha provveduto a mettere in sicurezza alcunché, nonostante i fondi fossero stanziati e disponibili.
Nell’ultimo intervento chiedendo che si ponesse fine all’inerzia ed a nomine non fattive come quella, appunto, di Schifani quale commissario dell’emergenza Stromboli, la Musolino scriveva: ” Parlare di interventi urgenti a sei mesi dall’alluvione ha poco senso, soprattutto perché la Sicilia ha già ampia autonomia decisionale, quella che la regione non ha colpevolmente utilizzato negli ultimi anni per fare prevenzione. Quanto chiedevamo con una interrogazione parlamentare presentata a novembre, e ovviamente rimasta senza risposta, resta valido. Al ministro Musumeci, per altro predecessore di Schifani, chiedevo risposte sul ritardo negli interventi di prevenzione, e sul ripristino dell’unità di missione a livello nazionale come Italia Sicura, che il governo, per altro, si era impegnato a rimettere in piedi con una mozione approvata dal Senato. Se la reazione dell’esecutivo consiste nella nomina di Schifani a commissario sei mesi dopo il disastro, a Stromboli hanno di che preoccuparsi. Ma vale per tutte le aree del paese colpite da eventi avversi e dissesto idrogeologico: il governo non sta facendo nulla”.










