Ci risiamo. Dobbiamo proprio riscriverlo: Altro che acqua h24. Messina si è improvvisamente “desertificata”. Lo accenna il direttore generale del Comune di Messina in un videomessaggio con il quale chiede di “razionalizzare il consumo di acqua” in quanto ci sarà “meno acqua nelle case”. La razionalizzazione dell’uso dell’acqua pubblica è certamente un sano principio, ma è necessario ricordare all’amministrazione comunale e ad AMAM che in alcune case l’acqua arriva già per poche ore, se non un’ora al massimo nell’arco del giorno e che in alcune la pressione non è neanche sufficiente a riempire i serbatoi. Insomma, com’è possibile che così repentinamente Messina si sia “desertificata” a tal punto da non essere, come dice Puccio “quella provincia verde cui siamo abituati”. Tutto d’un tratto la situazione volge al grave, al punto da dichiarare che l’acqua potrebbe essere razionata tanto da dover “chiudere le fontane pubbliche”.
Tra l’emergenza idrica che sta colpendo il Sud Italia e la Sicilia in particolare, la rete idrica messinese che è vecchia e non ancora adeguata, tra danni, rotture e perdite anche fino all’80%, e risorse insufficienti visto il calo di portata dovuta appunto alla siccità, la situazione che si profila per l’estate messinese è davvero preoccupante. Se a questo aggiungiamo che forniamo anche acqua ad altri comuni, Taormina nello specifico, e che il DG Puccio dichiara che si stanno “cercando altre risorse come da Siciliacque” ad esempio, ci chiediamo se quell’accordo proprio con Siciliacque sia operativo ai fini del rientro in possesso della quantità di acqua che Messina concede a Taormina per far fronte al periodo estivo. Una richiesta di trasparenza legittima che impone una risposta chiara e cristallina come l’acqua che manca a Messina.




