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Torna il redditometro. Forza Italia: “Noi da sempre contrari”

- 21/05/2024

Soppresso dal decreto Dignità del 2018 viene reintrodotto lo strumento che consente al fisco di risalire al reddito analizzando le manifestazioni di capacità contributiva

AGI – Viene reintrodotto il redditometro, lo strumento che consente al fisco di risalire al reddito analizzando le manifestazioni di capacità contributiva. Era stato sospeso con il decreto Dignità del 2018. Lo prevede il decreto del 7 maggio scorso, a firma del vice ministro dell’Economia Maurizio Leo, pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale. Lo strumento sarà applicabile agli accertamenti relativi ai redditi degli anni d’imposta a decorrere dal 2016.

“Può essere fondata la determinazione sintetica del reddito complessivo delle persone fisiche”, si legge nel testo pubblicato in Gazzetta. Il documento specifica che per elemento indicativo di capacità contributiva si intende “la spesa sostenuta dal contribuente e la propensione al risparmio determinata utilizzando anche l’archivio dei rapporti”. Il contribuente, insomma, dovrà essere in grado di dimostrare che la sua disponibilità di beni e servizi è compatibile con le proprie risorse finanziarie.

“Può essere fondata la determinazione sintetica del reddito complessivo delle persone fisiche”, si legge nel testo pubblicato in Gazzetta. Il documento specifica che per elemento indicativo di capacita’ contributiva si intende “la spesa sostenuta dal contribuente e la propensione al risparmio determinata utilizzando anche l’archivio dei rapporti”. Il contribuente, insomma, dovrà essere in grado di dimostrare che la sua disponibilità di beni e servizi è compatibile con le proprie risorse finanziarie.

Il cosiddetto redditometro, viene riferito, si applica solamente alle persone fisiche e punta ad intercettare la reale capacità reddituale, quando questa viene rilevata come superiore di almeno il 20% rispetto al reddito dichiarato. I contribuenti come di consueto verranno selezionate in base a degli indici di rischio. Una volta selezionato un soggetto con criteri di rischio, l’Agenzia Entrate può decidere qual è il metodo di accertamento più idoneo.

L’accertamento sintetico concede naturalmente le dovute tutele ai contribuenti. Lo strumento infatti prevede un doppio contraddittorio: viene chiesto ai contribuenti selezionati di spiegare quali sono le loro fonti reddito, sulla base degli elementi prodotti si procede con un secondo accertamento ed un ulteriore confronto.

Forza Italia “da sempre contraria”

Fonti di Forza Italia fanno trapelare che il partito è “sempre stato contrario” al meccanismo del redditometro per i controlli fiscali, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto del 7 maggio scorso sulle regole per il nuovo accertamento sintetico a partire dall’anno di imposta 2016.