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L’aurora boreale sull’Italia per una forte tempesta geomagnetica

- 07/11/2023

L’aurora boreale ha colorato di rosa anche il cielo italiano in un fenomeno rarissimo, dovuto a una forte tempesta geomagnetica.

Si tratta di un fenomeno raro perché le aurore sono visibili quasi esclusivamente nelle regioni polari, dove è più intensa l’interazione fra il campo magnetico terrestre e lo sciame di particelle provenienti dal Sole. Ieri sera, però, le aurore hanno colorato il cielo anche in Italia, con straordinarie sfumature rosa osservate e fotografate da astrofili e astronomi di tutto il Paese.

Questo è accaduto perché nell’arco di due giorni il campo magnetico terrestre ha subito un forte stress, dovuto all’interazione con uno sciame di particelle (espulsione di massa coronale, Cme) avvenuto sabato 4 novembre, al quale ha fatto seguito il 5 novembre una nuova Cme più intensa della prima, osserva il fisico Mauro Messerotti, docente di Meteorologia spaziale all’Università di Trieste. “Questo ha determinato una tempesta geomagnetica forte di classe G3”, su una scala che va da G1 a G5. La tempesta geomagnetica, prosegue Messerotti, “è durata per molte ore e e “l’ovale aurorale, la regione di interazione delle particelle energetiche solari con atomi e molecole dell’atmosfera terrestre, si è allargato fino a comprendere latitudini basse come 30 gradi Nord”.

“L’aurora polare è una chiara manifestazione di un’importante interazione fra la nostra stella, il Sole e il nostro pianeta, la Terra, in particolare tra il vento solare e la magnetosfera terrestre”, osserva l’astrofisica Gianluca masi, responsabile scientifico del Virtual Telescope, che ha fotografato l’aurora del 5 novembre dalla postazione di Marciano, vicino Grosseto, il sito italiano meno inquinato dalla luce artificiale.

“A causa della complessa fenomenologia del Sole, avvengono i fenomeni di espulsione di massa coronale, quando la nostra stella emette un’enorme quantità di plasma, ossia di particelle elettricamente cariche, come protoni o elettroni, che vengono trasportati nel vento solare e raggiungono così la Terra. Quando ci sono eventi importanti – prosegue l’astrofisico – la quantità di quelle particelle cariche è notevole e quando raggiungono la Terra interagiscono con la magnetosfera innescano fenomeni che coinvolgono la parte alta dell’atmosfera, la ionosfera, ed ecco perché vengono fuori le magnifiche aurore polari”. Di solito le aurore “sono appannaggio delle latitudini polari, ma quando l’attività solare che le innesca è di straordinaria intensità possono diventare visibili anche a latitudini intermedie, come quelle dell’Italia”.

Lo spettacolo del cielo è stata una bella sorpresa per gli astrofili, con “segnalazioni da gran parte d’Italia, soprattutto a Nord e Nord.Est, dal Veneto a Ravenna, ma anche fino alla Puglia”, dice Paolo Volpini, dell’Unione Astrofili Italiani. “Gli astrofili di tutta l’Italia – ha aggiunto – hanno diffuso numerosissime segnalazioni fino alle regioni centrali e al Sud, probabilmente fino alla Puglia. Sono state favorite le zone in cui il cielo era più buio, lontane dalle luci delle città, come le Dolomiti a alcune zone costiere. E’ stato un evento davvero suggestivo”.

E’ in corso un’altra tempesta geomagnetica

E’ in corso un’altra tempesta geomagnetica, la terza in tre giorni. E’ presto per dire se le aurore boreali coloreranno ancora il cielo in Italia, mentre di sicuro il Sole sta raggiungendo il massimo di attività del suo ciclo, osserva il Mauro Messerotti, docente di Meteorologia spaziale all’Università di Trieste.

All’aumento dell’attività solare si devono anche le aurore osservate nei cieli italiani poco più di un mese fa, fra il 25 e il 26 settembre, ma allora visibili solo dalle regioni settentrionali. “I due fenomeni così vicini nel tempo – osserva Messerotti – indicano che il Sole sta raggiungendo il massimo dell’attività del ciclo 25, previsto nel 2024”. Secondo l’esperto “è difficile prevedere se anche stasera il fenomeno si ripeterà con intensità minore, ma da alcune ore è in corso una tempesta geomagnetica moderata di classe G2”. Si potrà capire come evolverà nel corso della giornata. Per Messerotti “bisogna anche tener conto della presenza di un esteso buco coronale al meridiano centrale del Sole e verso Ovest, che accelera flussi di vento solare veloce verso la Terra”.

In passato “tempeste solari molto intense in cicli solari precedenti hanno dato origine ad aurore visibili quasi fino all’equatore. Ricordiamo ad esempio – conclude – la tempesta solare del 13 marzo 1989 e le tempeste di Halloween nel 2003”.

L’aurora boreale in Italia foto del giorno della Nasa, scattata da Giorgia Hofer

Il rosso dell’aurora boreale accanto alla Via Lattea, sullo sfondo delle Alpi: è spettacolare il cielo immortalato dall’astrofotografa Giorgia Hofer e selezionato dalla Nasa come Apod, ossia come foto del giorno. Hofer, di Vigo di Cadore (Belluno), è anche la prima astrofotografa a catturare con il suo obiettivo un fenomeno simile nel suo Paese.
“Il Sole insolitamente attivo ha prodotto un’esplosione superficiale, pochi giorni fa, che ha emesso un’esplosione di elettroni, protoni e nuclei carichi più massicci. Questa espulsione di massa coronale (Cme) ha innescato aurore che sulla Terra che raramente nell’emisfero settentrionale vengono segnalate in località che si trovano molto a Sud”, si legge nel testo che accompagna la foto sul sito della Nasa.
L’immagine dell’astrofotografa riprende in primo piano la città di Comelico Superiore nelle Alpi italiane, sormontata dalla fascia centrale della Via Lattea; sulla destra l’aurora colora il cielo di un rosso brillante. Si tratta di una composizione di immagini in primo piano e sullo sfondo scattate consecutivamente con la stessa fotocamera e dalla stessa posizione.

“Attorno alle 18,00 del 5 novembre sono stata allertata da alcuni amici che, consultando le webcam online, avevano rilevato l’inizio dell’aurora boreale sopra Cortina. Dalle immagini che arrivavano ho capito subito che sarebbe stata un occasione da non perdere. L’unico problema era capire dove sarebbe stata visibile l’aurora, dato che il cielo era pieno di nubi che si rincorrevano”m dice L’astrotofografa.

” Subito mi sono venuti in mente due posti che potevano essere adatti, e così ho fatto un paio di telefonate a degli amici che abitano nella zona del Comelico Superiore . Il cielo lì verso Nord era sgombero da nubi e quindi ho deciso di raggiungere l’abitato di Costa, un paesino che si affaccia alle cime del gruppo dolomitico del Popera ed ai paesi di Candide e Casamazzagno. Appena scesa dall’auto, la situazione mi sembrava ottima, il cielo era pulito e buio, ho preparato la macchina fotografia nella speranza che l’aurora fosse ancora in corso. Ad occhio nudo non percepivo nulla, ma ho comunque inquadrato la costellazione del Grande Carro ed ho fatto il primo scatto”, dice ancora Hofer

“Quando ho visto l’immagine nello schermo della reflex non credevo ai miei occhi… Il cielo era rosso come non lo avevo mai visto… Un’emozione unica… Erano anni che sognavo di riprende l’aurora boreale alle nostre latitudini e finalmente il sogno si stava avverando. Ho fatto un po’ di scatti con varie lunghezze focali, in modo da riprendere quanto più mi era possibile. Si alternano momenti di sereno a momenti di cielo completamente coperto, ma nelle due ore che ho passato fuori, sono riuscita a catturare alcuni scatti a mio parere veramente emozionanti. La ciliegina sulla torta di questa fantastica serata è stata la selezione della mia fotografia dell’aurora in compagnia della Via Lattea e dei paesi di Casamazzagno e Candide, ad Apod -Astronomy picture of the day per oggi 6 novembre 2023, ad appena tre giorni dall’ultimo Apod dell’eclissi parziale di Luna del 3 novembre 2023”.