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Patti (Me): in prognosi riservata dopo il parto. Da Capo d’Orlando al Cannizzaro di Catania

- 06/02/2023

Marta Merlino 36 anni, di Capo d’Orlando, lotta per la vita in terapia intensiva all’ospedale Cannizzaro di Catania dove è stata trasferita dopo il parto avvenuto l’11 gennaio scorso presso l’ospedale di Patti in provincia di Messina. La donna è giunta in ospedale da Gliaca di Piraino dove risiede con le “acque rotte” nella mattina del 9 gennaio ma con assenza di contrazioni. Una condizione definita già a rischio in quanto aumenta il rischio di infezioni. I farmaci somministrati dai sanitari non hanno dato determinato le contrazioni necessarie al parto spontaneo, pertanto si è deciso di procedere con il parto cesareo. Il tempo intercorso tra l’ingresso al pronto soccorso e l’intervento di taglio cesareo è stato di 56 ore.

A seguito del parto cesareo la donna ha dato alla luce una bambina, ma le condizioni della madre sono progressivamente peggiorate con febbre, forti dolori all’addome, nausea e difficoltà a respirare. Una situazione che i medici avrebbero definito “normale”. Ma nella mattinata del 13 gennaio è stata riscontrata un’infezione che è stata aggredita dai sanitari con antibiotici. Le condizioni della donna si sono però ulteriormente aggravate tanto che i medici di Patti hanno chiesto il trasferimento al Cannizzaro di Catania dove è stata riscontrata una setticemia avanzata, cui è seguito un intervento d’urgenza con l’estrazione di liquido infetto.

I familiari di Marta Merlino hanno presentato un esposto denuncia alla Procura di Patti volto a chiarire se vi sia stata imperizia o leggerezza nel comportamento dei medici in danno della propria congiunta. Il legale della famiglia, l’avvocato Massimiliano Fabio, ha chiesto il sequestro delle cartelle cliniche dell’ospedale di Patti. L’ipotesi è che vi sia stato ritardo nella gestione della paziente e nella cura della setticemia che poi è degenerata.