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Arrestato a Catania l’anarchico Giuseppe Sciacca: il “bombarolo” deve scontare oltre quattro anni

- 23/03/2026
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Le porte del carcere si sono aperte per Giuseppe Sciacca, 47 anni, figura nota dell’anarco-insurrezionalismo italiano. Gli agenti della Digos di Catania lo hanno arrestato in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso lo scorso 13 marzo dalla Procura Generale della Corte di Appello di Torino. La condanna definitiva prevede una pena di quattro anni e cinque mesi di reclusione.

Il provvedimento è l’ultimo capitolo di una sentenza pronunciata dalla Corte di Assise di Appello torinese, confluita in un ricalcolo delle pene concorrenti nel settembre del 2025. Attivista di origini catanesi, Sciacca si è guadagnato negli anni il soprannome di “bombarolo”. Per gli investigatori, che ne hanno tracciato la lunga militanza in diverse operazioni condotte in Piemonte, l’uomo è un vero e proprio esperto nel confezionamento di ordigni.

I precedenti tra esplosivi e guerriglia urbana

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Il curriculum di Sciacca, sottoposto a sorveglianza speciale fino allo scorso dicembre, è costellato di reati specifici. Nel 2019 era finito in manette grazie a un’operazione della Digos lombarda, al termine di un periodo trascorso in Lessinia, nel Veronese, dove conviveva con una donna gravitante nei medesimi ambienti antagonisti. L’accusa era di fabbricazione, detenzione e porto in luogo pubblico di esplosivi.

Le indagini dell’epoca si concentrarono anche sulla campagna eversiva del 2016 denominata I cieli bruciano. Gli inquirenti notarono infatti forti analogie strutturali tra alcuni plichi esplosivi diffusi in quel periodo e quello recapitato nell’aprile 2019 all’allora sindaca di Torino, Chiara Appendino. Pur non essendogli stata attribuita la paternità di quest’ultimo gesto, Sciacca era già stato fermato in precedenza con l’accusa di aver fabbricato e spedito un pacco bomba a un’azienda di Roma nel marzo del 2016.

La sua presenza nel capoluogo piemontese nei giorni della massima tensione politica del 2019 non era passata inosservata. Il 30 marzo, appena due giorni prima dell’intimidazione alla sindaca Appendino, l’anarchico era in piazza durante la vasta manifestazione contro lo sgombero del centro sociale Asilo occupato. In quell’occasione, le forze dell’ordine lo intercettarono in via Aosta all’interno del cosiddetto “blocco nero”, sorpreso in possesso di un vero e proprio arsenale destinato agli scontri di piazza. Sciacca venne denunciato insieme ad altri 120 compagni, tra cui figuravano anche leader del movimento anarchico internazionale.

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