Messina non c’è. Dimissioni di Basile ancora non formalizzate.

Roma – Il quadro per la prossima tornata elettorale amministrativa è stato definito. Il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha informato il Consiglio dei Ministri in merito all’individuazione delle date per lo svolgimento delle elezioni: i cittadini saranno chiamati alle urne nei giorni di domenica 24 e lunedì 25 maggio.
L’appuntamento elettorale riguarderà il rinnovo del sindaco e del consiglio comunale in 626 comuni appartenenti alle regioni a statuto ordinario. Si tratta di un test politico e amministrativo di rilievo, che coinvolgerà diverse aree strategiche del Paese.
La sfida nei capoluoghi
L’attenzione è concentrata in particolare sui 15 capoluoghi chiamati al voto, una lista che comprende città metropolitane e centri nevralgici distribuiti da Nord a Sud. Tra le sfide più attese figurano quelle di Venezia, Reggio Calabria e Salerno, ma la partita è aperta anche in numerosi altri centri di rilievo.
Ecco l’elenco completo dei capoluoghi al voto:
- Nord: Venezia, Lecco, Mantova.
- Centro: Arezzo, Pistoia, Prato, Fermo, Macerata.
- Sud: Chieti, Avellino, Andria, Trani, Crotone, Reggio Calabria, Salerno.
Messina non c’è in quanto le dimissioni di Basile sono ancora da confermare entro il 27 febbraio, quando diverranno irrevocabili. Inoltre tutto dovrà essere recepito dalla Regione Siciliana che dovrà emettere un proprio decreto, se tutto è nella norma.
La finestra elettorale
La scelta del Viminale di optare per la finestra di fine maggio (24 e 25) conferma la volontà di garantire la massima partecipazione possibile, sfruttando la doppia giornata di voto (domenica e lunedì fino alle 15:00, secondo la prassi consolidata per le amministrative) per agevolare l’affluenza alle urne. L’eventuale turno di ballottaggio è previsto per il 7 ed 8 giugno.
Nelle prossime settimane si attende l’ufficializzazione dei decreti di indizione dei comizi elettorali, che daranno il via formale alla campagna elettorale e alla presentazione delle liste.




