
Registrati picchi d’onda superiori ai 9 metri: per i tecnici è un evento «eccezionale». Nella notte attese piogge da “stau” sui rilievi, tregua solo all’alba. Mentre il capoluogo resiste, la provincia cede: crolli a Santa Teresa e Mazzeo, danni a Furci e Giardini. Scatta l’ordinanza: vietato l’accesso agli arenili
MESSINA – «Un evento eccezionale per la climatologia del nostro territorio». Non usano mezzi termini i tecnici al tavolo del Centro Operativo Comunale (COC) di Messina. I dati che arrivano dalla rete ondametrica sono impressionanti: la boa al largo di Catania ha certificato onde medie di 6-7 metri, con picchi che hanno superato i 9 metri di altezza.
La furia del mare e la persistenza
Ciò che preoccupa maggiormente gli esperti riuniti al COC non è solo l’intensità del moto ondoso, ma la sua persistenza. Il mare continuerà a flagellare la costa con questa violenza per tutta la serata e la notte, fino alle prime luci dell’alba di domani. È una «situazione da attenzionare» costantemente, perché la forza delle onde non accenna a diminuire nel breve periodo.
Pioggia e previsioni per la notte
Al vento e al mare si aggiungerà l’acqua. Nelle prossime ore, tra sera e notte, sono attese piogge che bagneranno soprattutto i settori ionici e la zona sud della città. Si tratta di precipitazioni da “stau” (sbarramento), che insisteranno sui rilievi creando accumuli al suolo. La tregua arriverà solo domani mattina: il ciclone si sposterà verso i Balcani e il vento calerà, ruotando dai quadranti settentrionali. Tuttavia, l’onda lunga impiegherà del tempo a scadere e il mare resterà agitato anche nel pomeriggio di domani.
I danni: città regge, provincia in ginocchio
Il punto della situazione evidenzia una doppia velocità. Se il litorale della città di Messina regge l’urto grazie agli ampi spazi costieri, la provincia conta i danni. Criticità si registrano a Furci Siculo, a Giardini Naxos (zona porto) e a Mazzeo, dove è crollato un tratto finale del lungomare. Situazione complessa a Santa Teresa di Riva: qui si è verificato un nuovo “sifonamento” che ha causato il cedimento della sede stradale, riproponendo scenari già visti. Problemi anche per le imbarcazioni lasciate sulle spiagge, spostate dalla furia dei marosi.
L’amministrazione ha confermato la linea del rigore: firmata l’ordinanza per interdire l’accesso alle spiagge e ai litorali esposti. Domani mattina, alla luce del sole, partiranno i sopralluoghi tecnici per una stima puntuale dei danni infrastrutturali.










