
Nota stampa Comitato Messina 3S – Presidente Gaetano Sciacca
Il movimento “Rinascita Messina” aderisce in maniera totale all’appello alla mobilitazione lanciato dal Comitato “Amo il mio Paese” in merito alla scelta di realizzare un impianto di trattamento della frazione umida dei rifiuti in località Mili-Moleti.
Anche il Comitato civico “Messina 3S” aderisce positivamente all’iniziativa, sia in ragione della convergenza sui temi della tutela del territorio, della sicurezza e della sostenibilità, sia perché i due Comitati hanno già collaborato congiuntamente in numerose iniziative, prese di posizione e denunce riguardanti le scelte e le attività dell’attuale Amministrazione comunale di Messina.
Dispiace constatare, tuttavia, come tale appello non sia stato ancora accolto da tutte le forze politiche, comprese quelle di maggioranza, oltre naturalmente alle opposizioni, nonostante il tema in oggetto riguardi direttamente la salute e la sicurezza di un’intera comunità.
Proprio in virtù di questo percorso condiviso, si ritiene doveroso formulare alcune considerazioni di merito in relazione all’oggetto dell’iniziativa, al fine di contribuire in modo responsabile, documentato e costruttivo al dibattito pubblico.
Le opere previste in progetto verrebbero a insistere in corrispondenza del corso d’acqua denominato Torrente Moleti, determinando rilevanti criticità sotto il profilo idraulico, idrogeologico e della sicurezza, nonché potenziali profili di incompatibilità con la normativa vigente, ed in particolare con l’art. 142, comma 1, lett. c) del D.lgs. 42/2004, che
assoggetta a vincolo paesaggistico i corsi d’acqua e le relative fasce di rispetto entro i 150 metri per ciascuna sponda. Ciò al di là dello status giuridico del Torrente Moleti come corso d’acqua pubblico, in quanto attualmente, la materia della demanialità delle acque è disciplinata dal D.lgs. 152/2006 ,Testo Unico Ambiente, che ha recepito il principio secondo cui tutte le acque superficiali e sotterranee sono pubbliche e costituiscono una risorsa da salvaguardare.
E inoltre l’attenzione della Protezione Civile e del Comune dovrebbe considerare rilevante quanto prescritto dal Piano per l’Assetto Idrogeologico (PAI), che individua l’area come sito di attenzione, potenzialmente sensibile al rischio di colate rapide come peraltro si evince dalla cartografia dell’ENEA. Ciò comporta obblighi di verifica e rispetto di specifiche prescrizioni tecniche e di compatibilità nelle fasi di progettazione e realizzazione di opere.
Altresì si rappresenta che l’eventuale realizzazione delle opere in assenza di una compiuta verifica di compatibilità idraulica e geomorfologica, ovvero in difformità rispetto alle richiamate disposizioni normative, potrebbe determinare profili di responsabilità in capo ai soggetti proponenti e agli enti competenti, qualora si verificassero eventi calamitosi o danni a persone, beni o infrastrutture, anche in relazione agli obblighi di prevenzione e di tutela della pubblica incolumità.
Peraltro nella relazione progettuale allegata agli atti si parla del torrente Moleti come se si trattasse di una stradella posta a sud del costruendo impianto quando invece lo stesso corso d’acqua ha subito alterazioni del percorso che ne hanno ulteriormente aumentato la sua potenziale pericolosità.
Si fa rilevare in particolare che vige il divieto di realizzare discariche di materiale di qualsiasi genere ad una distanza inferiore ai 150 metri dagli argini del Torrente Mili e tale distanza deve essere conteggiata considerando anche i fabbricati facenti parte delle strutture dell’impianto (vasche, platee, manufatti tecnici) per come prescritto dall’art. 142, comma 1, lett. c) del D.lgs. 42/2004.
Si allegano planimetrie che rappresentano in dettaglio quanto sopra esposto.

Planimetrica opere in progetto

Stralcio cartografia vincolo idrogeologico con indicato in azzurro il Torrente Moleti e in rosso l’area in oggetto

Stralcio studio ENEA del 2014

Estratto cartografia PAI del 2025

Planimetria con evidenziato il Torrente Moleti










