81 views 3 min 0 Comment

Il Consiglio Metropolitano alza il muro: stop all’Azienda Speciale “Peloritani”. Dubbi sui conti e scontro politico

- 30/12/2025
Il Consiglio Metropolitano

Fumata nera a Palazzo dei Leoni: l’aula affossa il piano di Basile per la nuova partecipata dei servizi sociali. Determinanti i dubbi sulla sostenibilità economica e le mancate garanzie per il transito degli operatori delle cooperative

WhatsApp vds

MESSINA – Fumata nera a Palazzo dei Leoni. Il progetto di Federico Basile di dotare la Città Metropolitana di un braccio operativo autonomo per i servizi sociali si schianta contro il “no” dell’aula. La costituzione dell’Azienda Speciale “Peloritani”, pensata per gestire in house i servizi alla persona e stabilizzare la platea di operatori (inclusi gli Asu), è stata bocciata dal Consiglio Metropolitano. Un voto che segna l’ennesimo capitolo del braccio di ferro tra il sindaco metropolitano e un’assemblea dove i numeri, spesso, non tornano.

Non è stato un “no” ideologico, assicurano dai banchi dell’opposizione, ma una frenata dettata dai numeri. O meglio, dalla loro presunta incertezza. Carte alla mano, i consiglieri che hanno affossato la delibera hanno puntato l’indice contro il Piano economico-finanziario (Pef).

  • Sostenibilità a rischio: La critica principale riguarda la tenuta dei conti. Secondo i revisori e l’opposizione, il piano industriale presentato non offrirebbe garanzie sufficienti di copertura nel lungo periodo, esponendo l’Ente (già faticosamente uscito dal predissesto) al rischio di nuovi disavanzi.
  • Il fantasma del “Carrozzone”: Aleggia, mai troppo nascosto, il timore di replicare modelli dispendiosi. L’accusa politica è quella di voler creare un “poltronificio” inutile, una duplicazione di strutture che, invece di snellire la burocrazia, aggiungerebbe costi di gestione (CdA, revisori, direttori) a carico della collettività.
  • Incertezze sul personale: Nonostante le rassicurazioni e gli appelli dei sindacati (la Uil-Fpl, alla vigilia del voto aveva sollevato la questione delle garanzie per i lavoratori. Il sindacato chiedeva esplicitamente l’inserimento di “clausole di salvaguardia occupazionale” e la garanzia della contrattualizzazione a 38 ore settimanali, allineata a Messina Social City, come condizione per il passaggio.), il Consiglio ha ritenuto poco chiaro il percorso di transito del personale. Senza certezze giuridiche, il rischio era di illudere i lavoratori senza avere gli strumenti per l’assunzione stabile.

Per l’amministrazione Basile è una doccia fredda. L’Azienda “Peloritani” doveva essere il fiore all’occhiello del 2026, lo strumento agile per superare le rigidità burocratiche dell’ex Provincia nella gestione del welfare. Il sindaco metropolitano aveva puntato tutto sulla necessità di “internalizzare”, ma lo scoglio dell’aula si è rivelato insormontabile. Ora si apre una fase di stallo: senza lo strumento giuridico, i servizi continueranno in proroga o tramite appalti esterni, mentre per i lavoratori si allungano i tempi di un’attesa che sembra infinita.

La bocciatura riaccende la polemica politica sui rapporti di forza. Se a Palazzo Zanca Basile naviga in acque relativamente tranquille, a Palazzo dei Leoni ogni delibera strategica diventa un Vietnam. E con le elezioni regionali che si avvicinano all’orizzonte, la sensazione è che il “no” alla Peloritani sia anche un avviso di sfratto politico inviato al leader di Sud Chiama Nord.

citta metropolitana