
Il conduttore rinuncia alla guida del prossimo Grande Fratello Vip dopo le accuse di Fabrizio Corona. I legali: «Campagna d’odio». Il Biscione avvia accertamenti interni

Un passo indietro, immediato e cautelativo. Alfonso Signorini congela la sua presenza in video e sospende ogni impegno editoriale con Mediaset. La decisione, ufficializzata pochi minuti fa da una nota diffusa da Cologno Monzese, arriva al culmine della tempesta mediatica innescata dalle rivelazioni di Fabrizio Corona nel suo format Falsissimo, dove si è parlato apertamente di un presunto «sistema Signorini».
Mediaset accoglie la scelta del conduttore, definendola necessaria per «tutelare sé stesso e le persone interessate nella vicenda mediatica in cui è rimasto suo malgrado coinvolto». Ma nel comunicato, asciutto e formale, il Gruppo tiene a ribadire un concetto chiave per una società quotata: la difesa della reputazione. L’azienda fa sapere che agirà «con determinazione in tutte le sedi» contro ricostruzioni diffamatorie, basandosi esclusivamente su «elementi oggettivi e fatti verificati». Parallelamente alla difesa legale, però, si è mossa la macchina del controllo interno: sono in corso «tutti gli accertamenti e verifiche» su quanto emerso negli ultimi giorni.
Di «campagna calunniosa e diffamatoria» parlano apertamente i legali di Signorini, Daniela Missaglia e Domenico Aiello. In una nota congiunta, gli avvocati spiegano che la decisione di rinunciare alla conduzione della prossima edizione del Grande Fratello Vip serve a liberare il campo per difendere l’onorabilità del conduttore. Signorini si è sentito costretto allo stop per «fronteggiare queste gravissime condotte illecite, a tutti evidenti, e soprattutto il capillare riverbero che trovano su alcuni disinvolti media».
L’attacco di Corona
Non si è fatta attendere la controreplica di Fabrizio Corona. Pochi istanti dopo la diffusione della notizia, l’ex re dei paparazzi ha affidato a una storia Instagram il suo commento, puntando il dito contro i vertici aziendali: «Costretto a farlo dai padroni che rimangono nel silenzio omertoso, come quasi tutta la stampa. Vergogna». Lo scontro, ora, si sposta dalle pagine social alle aule di tribunale, mentre il palinsesto della rete ammiraglia si prepara a una riorganizzazione forzata.










