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Da Monza a Rovigo? Cateno De Luca già si aggira in Val Padana…?

- 12/12/2025
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Mentre il Carroccio tentenna tra il Doge e il tesoriere, il leader di Sud Chiama Nord gioca a nascondino sull’A4? Caccia al seggio vacante o semplice ricerca della pace interiore a visibilità zero?

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Mentre nel laboratorio della Lega si distillano alambicchi tattici per coprire il vuoto lasciato da Alberto Stefani – con l’eterno dilemma se sacrificare il Doge Luca Zaia sull’altare romano o piazzare il cassiere Alberto Di Rubba per far quadrare i conti – la vera notizia viaggia su quattro ruote, in autostrada, inghiottita dal grigio padano.

La scena è di stamattina. Immerso nell’auto guidata con ostentata sicumera dal fido Lo Giudice, mentre il paesaggio non c’è, cancellato da quella foschia densa, tipica della Val Padana (o magari semplicemente è quella che avvolge Enna?), frammista a malinconia, che gli automobilisti chiamano sciagura, spunta Cateno De Luca.

Il Sindaco di Taormina, leader di Sud Chiama Nord, è in trasferta. Non sappiamo se stia rispondendo alla chiamata del Nord o se sia il Nord a chiedersi chi lo abbia chiamato. Fatto sta che Cateno, con il piglio di chi la sa lunghissima e la racconta brevissima, lancia il sasso e nasconde la mano (e pure il navigatore): «Volete sapere dove vado? Non ve lo dico».

Geniale. L’uomo che ha fatto della diretta Facebook una forma di governo, ora gioca al carbonaro misterioso tra i caselli autostradali. Ma la coincidenza è troppo ghiotta per essere ignorata. C’è un seggio vacante in Veneto, quello di Rovigo, e c’è un Cateno vagante nella nebbia. Due indizi che fanno quasi una prova, o almeno una boutade formidabile.

Dopo il raid su Monza – dove tentò di scippare il seggio che fu di Berlusconi – De Luca sembra averci preso gusto con il turismo elettorale al settentrione. Che stia puntando proprio alla poltrona di Stefani? L’immagine di De Luca che fende la nebbia padana, procedendo a fari spenti nella politica ma con gli abbaglianti social accesi, è forse la metafora definitiva. Magari è lì, tra Rovigo e Padova, che “Scateno” troverà finalmente la sua pace interiore. O forse, più semplicemente, sta solo cercando un autogrill. Ma nel dubbio, alla Lega conviene guardare gli specchietti retrovisori.

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