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Un’aura indistruttibile tra Messina e il mondo: l’ultimo viaggio di Pippo Passione

- 23/03/2026
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Il ricordo intimo di un “gigante” capace di beffare il tempo con la sua inesauribile voglia di fare. Dal teatro di Naso fino all’altra parte del mondo, l’omaggio a un sognatore inarrestabile la cui energia continuerà a vivere.

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Ci sono uomini che sembrano indistruttibili. La loro aura si spande tutta intorno ed è attraente e coinvolgente, quasi terapeutica. La forza e l’entusiasmo soverchiante di Pippo Ipsaro Passione l’ho avvertita due anni fa. Quando incontrai quell’omone sorridente sul palco del teatro di Naso ebbi la fortuna di raccoglierne anche io un po’ di quell’energia avvolgente, potei avere anche io testimonianza diretta di quel che un uomo, con le proprie mani e la sua determinazione, può fare.

Il segreto di Pippo Passione era non badare al tempo che passa, maledetto e impietoso. Pippo, anche lui come tutti i grandi uomini, sembrava non dover mai cedere agli inganni ed ai tranelli del tempo cinico e implacabile.

Ne ho conosciute di persone così: simili a recinti invalicabili ma che se ne scopri l’ingresso, sebbene ben celato e protetto dall’esperienza e dalla disillusione, ti si apre un mondo nuovo, fatto di bontà, semplicità e voglia di vivere. Il tempo? Per Pippo Passione era una variabile da beffare. L’età? Un dettaglio. Ambedue, età e tempo, due entità da addomesticare, visto che non sono eludibili.

I suoi progetti non erano terminati, non gli bastava quel che tanto aveva già costruito, dal nulla. Sebbene avesse compreso e sfruttato ogni puntino della sua vita, sebbene fosse riuscito ad unirli tutti e dare un senso ad ogni cosa, aveva ancora tanta voglia di creare, di produrre, di sognare e di essere.

Mi spiace di averlo conosciuto e visto solo una volta. Così simile a suo figlio Andrea: grandi di idee e di stazza. Rilassanti e coinvolgenti anche solo a vederli. Simili e mai divisi, neanche dallo spazio che intercorre tra lo Stretto di Messina e l’Australia, tra la Madonnina del porto e la Romania. Credo che Pippo non sia “morto” nel senso stretto del termine che intende “scomparsa”. Una forza così non si dissolve, non si arrende al tempo. Sono certo che Pippo stia volteggiando in Nuova Zelanda, perché se aveva deciso di andare a creare anche lì, neanche la morte lo potrà fermare.

Condoglianze a tutta la sua famiglia… un abbraccio ad Andrea, Cristina, Valerio e Federica.